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Eroica Fenice

La Locanda del Cerriglio

La Locanda del Cerriglio, in via del Cerriglio 3, ubicata nel più stretto vicolo di Napoli, nasce da un fortuito incontro fra le menti dei suoi restauratori e la storia di Napoli. Cantata nelle poesie come un luogo di ritrovo dei più grandi artisti napoletani e italiani, Basile, Cortese, Caravaggio, ad oggi la Locanda del Cerriglio, lasciata intatta nella sua struttura settecentesca, è divenuta un elegante ma familiare ristorante di cucina napoletana. Costituita su due piani, il primo dei quali ricalca l’antica locanda e il secondo le antiche camere dei piaceri carnali, le mura della Locanda riportano numerose fonti letterarie della poesia napoletana che hanno tessuto le lodi di questo posto evocativo.

La Locanda del Cerriglio è ancora oggi famosa per l’evento avvenutovi molti secoli fa: l’aggressione a Michelangelo Merisi da Caravaggio, uno dei più grandi artisti italiani di tutti i tempi. I muri della locanda sono arricchiti dei luminosi quadri dell’artista e la loro compagnia, insieme al cibo, ricrea il suggestivo ambiente della Napoli di altri tempi.

Periodicamente e con una partecipazione entusiasta del pubblico affezionato, la Locanda del Cerriglio propone una formula che fonde i piaceri del corpo e della mente: una ricca cena a base di ricette napoletane, servita da una équipe di camerieri con un piglio genuinamente napoletano e, subito dopo, la rappresentazione dei Tableaux vivants dei quadri dell’artista. Nella serata del 27 maggio, la cucina della Locanda del Cerriglio ha proposto dei gustosi antipasti tradizionali come la parmigiana di melanzane accompagnata da una ricotta al forno. La scelta del primo era orientata fra una pasta col pomodoro e provola e un piatto di pasta con fagioli e cozze, cavallo di battaglia delle anziane cuoche di Napoli. E nell’assaggio di un piatto, che a giusta ragione potremmo definire ancestrale, il pensiero vola: «Sento la buonanima della nonna ancora qui a cucinare per me».  Il secondo rallegrava gli ospiti con un’arista con patate arrosto o una generosa porzione di alici fritte e insalata verde. Venendo incontro ad ogni tipo di scelta alimentare, la Locanda del Cerriglio ha proposto ai commensali vegetariani un’abbondante frittata di uova fresche. Infine, il dolce ha deliziato gli amanti del babà e della delizia al limone. Le pietanze sono state accompagnate da un buon Aglianico, rigorosamente servito in calici scintillanti.

Dopo cena, tutti i commensali de La Locanda del Cerriglio hanno avuto il piacere di esistere ad uno spettacolo di Tableaux vivants dall’opera di Michelangelo Merisi da Caravaggio, dal titolo “Per Grazia Ricevuta.”

Gaetano Coccia, Francesco O.  De Sanctis e Antonella Parrella hanno rappresentato alcuni dei celebri quadri dell’artista (come la Crocifissione di San Pietro, il Martirio di Sant’Orsola, San Matteo e l’Angelo, la Resurrezione di Lazzaro). Attraverso una serie di scene, alternando luci ed ombre, linearità e fusione, intervalli di staticità e movimento, accompagnate dalla musica e dal suo potere evocativo, hanno saputo ricostruire l’opera nella sua pienezza.

Gli attori raccontano di essersi preparati a questo tipo di rappresentazioni attraverso anni di studio e di ricerca introspettiva. Arrivare alla costruzione del quadro non è il fine – ciò che si presenta agli occhi dello spettatore è solo l’ultimo tassello di un complesso mosaico che affonda le radici in uno studio del corpo e dei suoi movimenti. Il corpo è protagonista assoluto della scena e ogni arto, ogni gesto, ogni postura o espressione facciale è il mezzo espressivo attraverso cui le sensazioni percepite dall’artista e trasferite nel quadro da lui realizzate devono giungere allo spettatore e al suo animo come un dono o un incantesimo. Il corpo, colto nella sua imperfezione, grazie al gioco di luci, ombre e musica inscenato, diviene ingranaggio perfetto e portatore dei più nobili messaggi.

Il corpo può così diventare strumento di introspezione e di conoscenza dell’interiorità grazie alla tensione evocativa autentica che i suoi movimenti possono emanare.
“Per grazia ricevuta” deve il suo nome proprio all’illuminazione che coglie l’uomo che si pone in contemplazione dell’opera d’arte e che da essa riceve un dono da custodire. L’impegno di Coccia, De Sanctis e Parrella è diffondere questa luce e renderla reale attraverso la loro arte surreale e straordinariamente comunicativa.

La Locanda del Cerriglio: Tableaux Vivants di Caravaggio

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