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Eroica Fenice

La lunga marcia, di nuovo

Treno immobile sul binario. I minuti che scorrono e la pazienza che diminuisce. La rabbia di sentirsi animali in gabbia aumenta col trascorrere del tempo, poi porte aperte e un fiume di gente sia avvia sui binari.

Non è la marcia verso Aushwitz, ma verso una delle più grandi stazione del Sud Italia e a camminare non sono deportati che vanno incontro alla morte ma i passeggeri del Treno Regionale 12447, partito da Formia alle ore 6:30 e mai giunto a destinazione.

Alle 7:50 lo stop al semaforo prima dello scambio.
Alle 8:13, nell’incredulità più totale, i passeggeri, senza ricevere un ordine o una comunicazione ufficiale, hanno cominciato a scendere e a camminare sui binari in direzione della Stazione Ferroviaria di Napoli Centrale, senza precauzione alcuna, senza indicazioni, senza assistenza di sorta.

E il Capotreno? E le misure di sicurezza in caso di evacuazione straordinaria? Sono solo domande senza risposta e senza soggetti che abbiamo preso presso di sé la responsabilità di curare l’intera faccenda.

Così, dopo circa trenta minuti di cammino si giunge a destinazione, tutti sani e salvi. Ma ancora soli.

Quanto accaduto la mattina del 7 Marzo non è altro che un indizio ulteriore di quanto il Sud sia in decadenza, di quanto la necessità di reclamare un lavoro stia finendo per far del male ad altri esseri umani piuttosto che indurre chi di dovere a provvedimenti mirati alla risoluzione del malcontento generale. Si è fatta una scelta ben precisa: sedare la manifestazione degli occupanti della Stazione Ferroviaria piuttosto che dare aiuto agli “ostaggi” dei treni fermi fuori dalla Stazione stessa.

Tutti salvi per caso? Non so, ma di sicuro non è stato grazie a nessuno che non fosse se stesso.

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