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Lampadoforia, “Quanno nascette Napule”

Napoli tra passato e presente, tra storia, miti e tradizioni. La Napoli dei greci rivive grazie alle stesse manifestazioni del V secolo che si svolgevano tra le mura dei Decumani, quelle stesse mura che sabato 30 aprile saranno invase da una sfilata in costume greco-arcaico e dalla lampadoforia, una corsa a staffetta con le fiaccole.

L’associazione “I sedili di Napoli” ha proposto un salto nella Neapolis del V secolo, nella “città nuova” fondata dai greci in cui ogni anno si svolgeva la lampadoforia, una corsa a staffetta con le fiaccole in onore della sirena Parthenope morta per amore, il cui corpo, secondo il mito, venne ritrovato sulle coste napoletane e il cui nome è indissolubilmente legato alla città.

Sabato 30 aprile dalle ore 18:00 ci sarà il corteo storico in costume greco-arcaico, a cui parteciperanno anche i bambini dell’associazione “LudicaMente” coordinati dal musicista Romeo Barbaro, e che ha sfilato partendo da Via dei Tribunali, per poi proseguire attraverso Vico San Domenico, Via San Biagio dei Librai, Via San Gregorio Armeno e giungere presso piazza San Gaetano. Il corteo è stato animato dalla presenza di guerrieri, atleti, danzatrici e  “vestali” con fasci di grano ma anche dai “fretarchi” per ricordare l’antichissima struttura religiosa-amministrativa della cittadina. Il tutto impreziosito dalla presenza della Sirena Parthenope nel suo abito realizzato dalla “Scuola della Moda Partenopea”.

Successivamente, proprio da piazza San Gaetano, si è dato il via alla lampadoforia, una corsa a staffetta con le torce, a cui hanno preso parte quattro squadre con atleti delle scuole campane, per rappresentare le principali etnie che fondarono la Città: i Cumani, i Siracusani, gli Ateniesi e i Calcidesi.
Il corteo e la gara sono state precedute dal convegno “Sembrano pietre ma sono Radici: la voce di Parthenope. Viaggio nella Neapolis delle pietre di spoglio e della musica napoletana” che si terrà presso il museo archeologico venerdì 29 alle 10:30, e dalla visita guidata “Tra le strade di Napoli”  il sabato dalle ore 17:00.

Lampadoforia: l’importanza dell’evento

Il presidente dell’associazione “I sedili di Napoli” Giuseppe Serroni ha evidenziato l’importanza della manifestazione dichiarando «Le memorie storiche della nostra Città non possono andare perdute. Quando si parla di Napoli si pensa allo splendore del periodo Borbonico ma Napoli, nel bene e nel male è diventata tale, perché ha subito un trimillenario cammino di crescita che l’ha resa ineguagliabile agli occhi dell’intero Pianeta e con la Lampadoforia vogliamo ricordare come tutto ebbe inizio». L’associazione ha come scopo la promozione, attraverso la divulgazione, del patrimonio storico, culturale, devozionale ed artistico, della città, nonché la valorizzazione del suo territorio, e il far rivivere eventi legati alla tradizione è uno dei modi migliori per riuscirci.  Del resto, se Napoli è restata così legata al mito di Parthenope nel corso dei secoli, a tal punto che ancora oggi i napoletani sono chiamati partenopei, lo si deve anche alla tradizione che meglio di qualsiasi altra cosa, riesce a radicare nella cultura di un popolo elementi e valori indissolubili.

Matilde Serao scrisse “Parthenope non è morta, Parthenope non ha tomba, Ella vive, splendida giovane e bella, da cinquemila anni; corre sui poggi, sulla spiaggia. È lei che rende la nostra città ebbra di luce e folle di colori, è lei che fa brillare le stelle nelle notti serene (…) è lei che fa contorcere di passione, languire ed impallidire d’amore la città“.
Quale migliore occasione, dunque, per incontrare e conoscere Parthenope?

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