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Eroica Fenice

latitude 36-40, napoli

Latitude 36-40: Napoli-Giappone in una mostra a Villa Di Donato

Latitude 36-40, due paralleli a nord dell’equatore, sui quali sono rintracciabili zone della terra diverse, sul primo è possibile ritrovare anche il Giappone, nel secondo, a 40° di latitudine nord, l’Italia. Due paesi che hanno da cinquecento anni rapporti culturale ed in occasione del centocinquantesimo anniversario dalla stipula dei rapporti diplomatici, la fondazione Donnaregina ha concesso il Matronato a Latitude 36-40. La promozione di tale progetto è avvenuta in quanto intriso di tutte quelle qualità che favoriscono e soprottutto amplificano i dialoghi fra diverse discipline, favorendo lo stimolo per una produzione artistica di grande valore e qualità.

Il progetto Latitude 36-40 si è svolto in due fasi. La prima esposizione si è svolta a Tokio dove in una mostra al Metropolitan Art Museum sono stati accolti otto artisti partenopei, Marco Abbamondi, Stefano Ciannella, Max Coppeta, Mina Di Nardo, Dino Izzo, Amedeo Sanzone, Ttzoi, Carla Viparelli.

La seconda fase del progetto è visibile fino al 25 maggio presso Villa Di Donato e gode dei patrocini dell’Ambasciata del Giappone in Italia, dell’Ambasciata di Italia in Giappone, della Regione Campania, dell’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo, nonché del Matronato del Museo Madre – Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee e con le curatele di Yasunari Nakagomi, Direttore della Association of International Artists, e di Cynthia Penna, direttore artistico di Art1307.

Gli spazi di Villa Di Donato che hanno visto in numerose occasioni il grande lavoro svolto da Art1307, fondazione che si occupa  di promuovere le arti visive a livello internazionale, in occasione di Latitude 36-40 sta ospitando otto artisti, Yuki Kamide, Shoko MikiSyuta MitomoKeisuke Miyashita, Yasunari NakagomiSaki OnishiNaomi ShigetaMariko Tamura, rappresentanti della profonda cultura nipponica. 

I lavori presentati dagli artisti mirano principalmente all’indagine di come la società contemporanea è rappresentata dai media e dalle condivisioni  della sua immagine.

“È in quel preciso momento, quando ci si ferma in una scena che all’improvviso ci sovviene in mente, che inizia una catena di ricordi che sembra non avere più fine”. Yuki Kamide in uno dei testi che accompagna la mostra Latitude 36-40.

È possibile ritrovare nella mostra l’action painting sovrapposta ad immagini fotografiche, richiami all’analogico con particolari pinhole, trasposizioni con stratificazioni fino a sfruttare gli oggetti che richiamano le opere fruttando la riflessione delle superfici specchianti fino ad arrivare alla decontestualizzazione di oggetti di uso comune che vengono traslati nello spazio con similitudini che richiamano la realtà da tutti riconoscibile.

I nipponici hanno portato a Napoli la loro cultura, retaggi della filosofia del sol levante ricondotti all’oggi, con le contraddizioni ed i parallelismi che contraddistinguono il pensiero collettivo con l’immagine che il Giappone ha da sempre esportato e che continuerà a renderla unica nel suo genere.