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Eroica Fenice

Livorno, Cassazione: le scuole paritarie paghino l’Ici

Livorno. Il contenzioso che vede come antagonisti il comune di Livorno ed alcuni istituti scolastici paritari è sorto nel 2010 a seguito della notifica da parte dell’ufficio Tributi di avvisi di accertamento per omessa dichiarazione e omesso pagamento dell’Ici, per gli anni dal 2004 al 2009.

Le scuole interessate sono  il Santo Spirito e Immacolata con un importo pari a 422.178 euro. “Sono sentenze che lasciano interdetti, perché costringeranno le scuole paritarie a chiudere”. Questo il commento  di don Francesco Macrì, presidente della Federazione Istituti di attività educative, rispetto alla decisione della Cassazione che ha riconosciuto la legittimità della richiesta dell’Ici agli istituti scolastici gestiti da enti  religiosi. “Sono scuole che hanno già dei bilanci profondamente in rosso, scuole che allo Stato costano quasi nulla. A differenza di quanto capita nelle altre cittadine Europee dove le scuole paritarie vengono aiutate in tutti i modi, sotto il profilo legislativo, economico e fiscale; in Italia vengono invece, penalizzate e costrette a sparire”. Continua in questo modo il presidente della Fiae.

Questa è la prima sentenza su tema, in Italia.

Anche esponenti politici commentano la storica sentenza. “L’operato della Cassazione rischia di mandare a zampe per aria non pochi istituti. Questi ultimi vengono equiparati a realtà commerciali, ma in effetti svolgono un servizio pienamente pubblico, spesso laddove lo Stato non riesce ad arrivare”. A parlare è il deputato del PD Edoardo Patriarca, componente della Commissione Affari Sociali. “Rispettiamo la legge ma evitiamo che chiudano istituti, che migliaia di persone rimangano senza lavoro, e che si perda un patrimonio culturale”, continua Patriarca “Cerchiamo di tutelare questi soggetti”.
Insomma, il rischio è quello di far collassare un sistema, che alla pari con le scuole pubbliche, si mette a disposizione della società tutta, per “l’istruzione e l’educazione dei nostri ragazzi”.
Esistono scuole pubbliche, esistono scuole gestite da religiosi, nelle quali vengono pagate rette mensili, nelle quali è presente un maggior dispendio di denaro da parte delle famiglie che intendono educare i propri figli su una determinata via di pensiero.

C’è chi dice che questa sentenza vada a violare la garanzia di libertà sull’educazione,  ma d’altronde essendo la cassazione un organo stesso di garanzia, come potrebbe mai andare a ledere ciò che vuole difendere? Si tratta di giustizia, si tratta di definire ciò che è giusto venga fatto e ciò che non lo è. Non è forse una questione di eguaglianza quella che la Cassazione è andata a scrivere sotto forma di sentenza? Essendo un edificio privato quello in cui le scuole religiose operano, ed essendo l’Ici un’imposta comunale sull’immobile, non è forse possibile che la cassazione abbia pensato al più semplice dei concetti?

Livorno, Cassazione: scuole paghino Ici