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“Luce” al Rione Sanità e la street art napoletana

Napoli è incontro tra vecchio e nuovo, dove gli stessi spazi e le stesse vie ne identificano l’incrocio; e la street art, come arte di strada, arte urbana a cielo aperto, è stata capace nel corso degli ultimi anni di dare forza e compendio a tale binomio. Ultima rivelazione sono due murales commissionati nel Rione Sanità, proprio sulla facciata del palazzo in piazza. Il progetto si chiama “Luce”, reso possibile dall’associazione culturale Fazzoletto di Perle presieduta da Giuseppina Ottieri, con l’appoggio di tutti i cittadini del quartiere che hanno contribuito alla realizzazione. 

Luce perché è ciò che deve illuminare il quartiere, cuore buio ma nevralgico della città, luce come il Punto Luce Save The Children sita nel Rione, destinata alla partecipazione attiva di bambini che possono avvalersi di un sostegno scolastico ed artistico, per crescere arricchendo i propri interessi e le speranze. Aiutato dopo un fruttuoso workshop dai ragazzi del quartiere, il primo lavoro è stato compiuto dall’artista spagnolo Tono Cruz, e sarà seguito, sullo spazio esterno della Basilica che fungerà da tela, da quello di Francisco Bosoletti, già autore di una rivisitazione di Partenope nel quartiere Materdei, al lato di un condominio sulla salita san Raffaele, che protegge la città e ne conserva il suo significato mitologico. L’opera avrà il titolo di “Resis-ti-amo”, ad indicare appunto la necessità di non rinunciare all’amore che i cittadini possiedono per Napoli, dalle mille contraddizioni. I murales vedranno coinvolto anche il pittore napoletano Tommaso Ottieri.

Tra arte ed innovazione, la street art a Napoli

A pochi giorni dal restauro di Salvatore Iodice nei Quartieri Spagnoli di un Maradona stilizzato che veste la maglia azzurra (realizzato, nell’anno in cui insieme al Napoli vinse lo scudetto, da un giovane cittadino, Mario Filardi), ancora una volta l’arte, di qualsiasi forma, si fa portavoce del bisogno d’espressione della città, per rendersi protagonista di un’identità molto forte che pochi conoscono. Un’anima che decide attraverso la street art di dare voce a ciò che viene bistrattato molte volte con tanta facilità, una voce che capita che sia zittita, se pensiamo ad esempio all’immediatezza con la quale è stata sfregiata la cosiddetta Pietà laica rappresentante Pasolini con in grembo se stesso, martoriato proprio come a volte accade per Napoli, opera dell’urban artist Ernest Pignon all’entrata del monastero di Santa Chiara.

Innumerevoli sono i capolavori che, per le strade e tra i vicoli, danno sostanza e valorizzano il volto urbano della città. Alcuni facilmente visibili e di cui tutti possono apprezzarne la bellezza, come il San Gennaro a Forcella dell’artista italo-olandese Jorit Agoch, un santo umanizzato che fa sentire ancora di più la gente comune appartenente a queste strade. Dello stesso vi sarà capitato di incrociare il triplice ritratto del rapper Fedez a Via Provinciale Montagna Spaccata a Pianura, o il ritratto di una bambina rom a Ponticelli. Che siano artisti di fama internazionale come Bansky, o nazionale come Alice Pasquini, Roxy in the Box o Exit/Enter,  ad ogni angolo c’è un pezzo prezioso di arte urbana che rende Napoli, come tante altre street art italiane e sotto l’ennesimo punto di vista, forte grazie ad un patrimonio artistico di livello mondiale.

Ilaria Casertano