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Eroica Fenice

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MaggiOff è il peso della Bellezza

Fino al 16 giugno sarà possibile vedere MaggiOff che va ben oltre la volontà di essere la solita mostra di fotografia, sarà a San Biagio Maggiore, in via San Gregorio Armeno a Napoli: il lunedì dalle 16 alle 19, dal martedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, e la domenica dalle 10 alle 13, ad ingresso gratuito.

MaggiOff è una collettiva quasi allo stato embrionale che nasce dalla volontà di dodici fotografi di voler superare con le proprie immagini i concetti ed i preconcetti di una Napoli confezionata e ritrovabile nei percorsi artistici, quelli definiti turisticamente validi, le cosiddette cartoline svendibili, senza avere la pretesa di volersi sostituire o vendersi come la migliore scelta. Tra i sostenitori possiamo infatti trovare l’ex Asilo Filangieri che ospiterà MaggiOff il prossimo autunno e che da qualche anno lavora sul territorio napoletano proprio per ridefinire il pensiero che viene troppo spesso condiviso dalla collettività.

I fotografi di MaggiOff propongono immagini che cercano di ritrovare una città forse dimenticata, esclusa da quelle che sono le visioni collettive, forse parti della città che a molti fanno paura, per i loro nomi, per la visione che ne viene sempre restituita.

Non solo fotografia a MaggiOff, Maurizio De Giovanni ha accompagnato la mostra con lo scritto “La dannazione della Bellezza” scrivendo di quanto sia pesante avere in eredità la Bellezza, come un danno, un fastidio, un problema Che impedisce di pensare che non siamo mai stati migliori di così.

I caratteri di una città come Napoli sono difficili da tradurre in immagini. La sua identità non è solo e banalmente complessa, appartiene alla definizione data dai suoi abitanti cresciuti sotto il Vulcano che fa da faro alla Neapolis, distinta, come ha detto Erri De Luca, dalle altre città nuove perché i napoletani si sono specializzati per rendere inconfondibile il loro luogo, a differenza di tutti gli altri, facendo di Napoli una città leggendaria, che è sempre un misto di magnifico e di atroce.

A MaggiOff accade che Biagio Ippolito interpreta e rappresenta la Chiesa San Giuseppe delle Scalze a Pontecorvo che, chi ben conosce la storia, sa quante impalcature ha visto e vissuto senza mai godere la reale fine dei lavori. Claudio Morelli porta in mostra la sua visione di Palazzo Ayerbo d’Aragona Cassano che, se pur difficile da raggiungere, ne vediamo in mostra uno dei suoi interni; c’è poi un’inusuale vista, da sotto il pelo dell’acqua che bagna Palazzo Donn’Anna, restituita da Cristina Cusani.
Fabio Cito mostra una delle parti meno note, il lato interno, del Real Albergo dei Poveri, un po’ come Francesco Ciotola che, con una vista della cancellata, descrive un’insolita Santa Maria Stella Maris senza i suoi fregi ed il prospetto verso il Grande Archivio.
Francesco Pischetola ha fotografato per Maggioff il Campanile del Carmine con le sue impalcature che per questo motivo lo escludono dalle cartoline dei turisti, Luca Anzani rende ciò che gli è dovuto al Palazzo dell’Università Federico II che vive la strada come un veicolo.
Per Maggioff troviamo anche Luigi Fedullo con un’immagine insolita del Cimitero e con Mario Spada alle Mura aragonesi alle fontanelle in una scena che solo chi conosce la maledetta Napoli potrebbe raccontare.
Si continua con Roberto Salomone che con un controcampo del Tempio di Apollo ce lo descrive in una scena di solito ristoro, troviamo anche Sabrina Merolla e la sua Chiesa di Santa Maria Incoronata velata dai teli dei lavori sempre troppi a Napoli e per concludere, partecipa a Maggioff, Stefano Cardone con La fontana rotta in vico Melofioccolo riconosciuto purtroppo anche per i fatti di sangue.

Dai monumenti sepolti dietro i paraocchi, agli angoli che mai forse potremmo o vorremmo vedere, Maggioff ci regala la possibilità di toccare l’animo di una Napoli che sicuramente merita di essere riscoperta.

“Napoli è una città geografica molto più che storica. Il suo carattere dipende dal suo luogo, dalla geografia, da quella bellezza sfrontata e però anche micidiale, pericolosa, rischiosa. La bellezza di stare sotto un vulcano catastrofico, sopra un suolo sismico, fa di quel posto, un posto di cittadini di azzardo. Da noi la bellezza ha questa forza compressa che è lì pronta per buttarci gambe all’aria. Abbiamo un sentimento di inferiorità e di spavento oltre che di meraviglia nei confronti di quella bellezza. Siamo i suoi parassiti. Possiamo essere scacciati da quel suolo in ogni momento e quando non ci scaccia quel suolo siamo lo stesso parassiti, perché noi, succhiamo il sangue a quella bellezza.”  (Da Napòlide con testi di Erri De Luca)

 

 

MaggiOff è il peso della Bellezza

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