Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Mamme “del no” contro le verdure del menù scolastico

Mamme “del no” contro le verdure del menù scolastico

Il mese scorso ha fatto giustamente molto discutere la notizia del comitato “Un menù da cambiare”, sorto su iniziativa di numerose mamme fiorentine scontente del menù scolastico dei propri figli, nel quale primeggerebbero svariati cibi poco graditi ai bambini; inviperite, dinanzi alle scuole materne ed elementari di Firenze, hanno raccolto centinaia di firme, al fine di protestare e chiedere una modifica dei quattro listini settimanali dei piatti serviti nelle mense scolastiche, dando anche luogo a siparietti canzonatori tutt’altro che lusinghieri per genitori maturi e consapevoli.

Per l’occasione è stata presa di mira con svariate frecciatine anche l’assessore alla Pubblica Istruzione e vicesindaco Cristina Giachi, “colpevole” di aver sempre difeso il nuovo menù scolastico; inoltre, a dare man forte alla petizione è giunto anche il coordinamento fiorentino di Forza Italia, insieme al vicepresidente del consiglio regionale Marco Stella, il che la dice lunga sulla strumentalizzazione politica di un fatto che è, al contrario, fondamentalmente educativo.

«Sfidiamo Cristina Giachi ad andare tutti insieme a mensa e assaggiare i piatti con i bambini – ha spiegato Marco Stella – lì si renderà conto che ci sono sprechi di cibo e che i ragazzi rimandano indietro le pietanze con percentuali che vanno dal 70 all’80%. L’assessore non può continuare sulla sua strada senza tenere conto delle realtà, di quelle che sono le scelte delle mamme e dei bimbi». Il motivo alla base della protesta sarebbe proprio la reazione negativa dei bambini al nuovo menù introdotto da Palazzo Vecchio, i quali spesso tornerebbero a casa senza aver mangiato nulla.

Mamme troppo indulgenti possono nuocere più dell’alimentazione stessa?

Tale drappello di madri impegnate sulle “barricate” a contestare senza tregua sembrerebbe proprio non accettare di insegnare ai propri figli ad adattarsi a consumare dei pasti non graditi, senza alcuna preoccupazione dei sani principi educativi e alimentari secondo i quali occorre abituarsi a mangiare di tutto, per il solo privilegio di avere l’opportunità di farlo; a maggior ragione se si tratta di alimenti naturalmente sani e controllati. Senza dubbio, i bambini che rimandano indietro le pietanze senza averle toccate dimostrano di essere poco avvezzi a non essere accontentati e di questa carenza etica dovrebbero preoccuparsi i genitori, per la formazione civica e sociale dei propri figli. Inoltre, dando uno sguardo al fatidico menù etichettato «terribile e non adatto ad un bambino», i pasti “incriminati” risultano:

tortino di verdure; orzotto; zuppa di cipolle; polpettone di spinaci; zuppa di cavolo e patate; vellutata di zucca e quinoapassato di fagioli con farro; cecina; seppie in ziminoinsalata.

Ebbene, sicuramente non tutti i bambini amano cavoli e cipolle, ma voler eliminare cibi importanti come questi dalla mensa scolastica è incredibilmente sbagliato; piuttosto, le mamme dovrebbero imparare in primis ad amare, consumare e saper cucinare le verdure, evitando di rifilare sbrigativamente ai propri figli il solito grasso panino con la mortadella.

Il ruolo della scuola nell’educazione alimentare 

Ma è davvero questa la mossa educativa giusta? Le scuole e le loro mense devono seguire i gusti dei bambini? I genitori che ruolo hanno nell’educazione al gusto dei più piccoli? In effetti, a detta dei pediatri e delle linee internazionali di riferimento per l’alimentazione, il 30% dei bambini in Italia e in Europa è in sovrappeso. Si tratta di un dato allarmante, verso il quale la scuola deve avere un ruolo educativo, poiché anche partendo dall’alimentazione è possibile far capire al bambino che non si può seguire esclusivamente il proprio gusto.

Infatti, per quanto sia naturale avere delle preferenze, non è benefico cedere incondizionatamente alle richieste dei più piccoli, rendendo la loro nutrizione ricca di alimenti di esclusiva origine animale e, dunque, non salutare. Inoltre, è fondamentale che le famiglie condividano anche a casa le linee guida sane della vera alimentazione mediterranea, giacché il gusto dei bambini si educa, si forma; assaggiando cibi nuovi e diversi a casa, questi potrebbero influenzarsi a vicenda nel provare nuovi sapori. Genitori come questi, invece, scrivono in negativo il destino dei propri figli: mai come in questo caso la scuola sta tentando di educare alla corretta alimentazione e bisognerebbe esserne grati e collaborare in tal senso. Personalmente, avercela avuta una mensa che preparava queste prelibatezze! 

Print Friendly, PDF & Email