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Eroica Fenice

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In mare la nave “identitaria” che vuole respingere i migranti in Libia

Da anni ormai, nel panorama politico e mediatico italiano, si discute di “emergenza migranti”. Il dizionario Treccani definisce la parola ”emergenza” come “circostanza imprevista, accidente” o ancora “particolare condizione di cose, momento critico, che richiede un intervento immediato”. Essendo gli sbarchi di migranti nelle coste italiane una costante degli ultimi anni e non un evento imprevisto, l’espressione “emergenza migranti” non ha ragion d’essere.

Continuare a parlare per così tanto tempo di “emergenza” denota piuttosto l’incapacità o mancanza di volontà politica di trovare una soluzione reale a questa congiuntura. Prepara inoltre il terreno per stabilire misure “emergenziali” difficilmente accettabili in una situazione di “normalità”.

Allo stesso tempo, l’equilibrio politico italiano si sposta costantemente verso posizioni sempre più intolleranti nei confronti dei migranti. Risale a pochi giorni fa la polemica seguita alla pubblicazione su Facebook da parte del leader del Partito Democratico Matteo Renzi, di un estratto del suo libro che termina con il famoso motto di fattura leghista “aiutiamoli a casa loro”. Le parole del leader dell’autodefinentesi partito di centrosinistra sono state riprese e fatte proprie, senza essere modificate di una virgola, sia da Matteo Salvini sia dal partito neo-fascista Forza Nuova.

È in questo clima di crescente intolleranza verso gli immigrati, che ha trovato terreno fertile la missione “Defende Europe” portata avanti dal movimento “Generazione identitaria”. Quest’ultimo si propone di pattugliare le coste libiche con l’obiettivo di ostacolare le operazioni di soccorso delle ONG e di collaborare con la Guardia Costiera Libica nell’intercettare e rispedire indietro le imbarcazioni cariche di disperati diretti verso le coste europee e in particolare italiane. Uno dei leader dell’organizzazione ha dichiarato tuttavia pochi giorni fa di non aver ancora avuto contatti diretti con le autorità libiche.

Genesi di un movimento che vuole espellere i migranti per preservare l’identità

Generazione Identitaria nasce in Italia nel novembre del 2012 sulla scia della Génération Identitaire francese, poi diffusasi in molte altre nazioni europee. È un movimento che si definisce a-politico, a-partitico, a-nazionalista. Il fulcro della sua attività è la salvaguardia delle identità locali, ritenute ben definite, stabili e immutabili: un glorioso passato da salvaguardare.

Il filosofo bulgaro naturalizzato francese Tzvetan Todorov, in un suo saggio nel quale analizza i concetti di Culture e Civiltà, mette in luce come questa visione, che propone una versione estremamente semplificata della realtà, sia estremamente funzionale all’utilizzo per fini politici. Todorov fa infatti notare come all’interno di ogni singolo individuo si ritrovino molteplici identità e culture, mescolate l’una con l’altra, e soprattutto che nel momento in cui una cultura non muta più – proprio come succede a una lingua – può essere definita morta.

Un altro concetto centrale nell’ideologia di “Generazione Identitaria” , come si può leggere sul loro sito, è quello della “sostituzione etnica” che sarebbe in corso in Europa.

Il concetto è stato elaborato dallo scrittore francese Renaud Camus – condannato nel 2014 per incitamento all’odio razziale – secondo il quale sarebbe in corso in Francia e in Europa una colonizzazione da parte di migranti islamici provenienti da Medio Oriente e Africa, che minaccia di mutare permanentemente il paese – la Francia – e la sua cultura. Tra le soluzioni proposte dal movimento per la salvaguardia dell’identità, oltre a quella del blocco totale dell’arrivo di migranti sul suolo europeo, vi è il “rimpatrio di tutti gli immigrati extraeuropei attualmente presenti nei nostri territori”.

La nave “identitaria” si prepara a respingere i migranti in Libia

I militanti di Generazione Identitaria, nonostante i tentativi di bloccarne i finanziamenti, sono riusciti, tramite un’azione di crowdfunding, a racimolare la cifra necessaria per il noleggio di un’imbarcazione da utilizzare per la propria missione.

In un’ inchiesta pubblicata su Famiglia Cristiana si spiega come la nave, proveniente dal Gibuti e battente bandiera mongola, appartenga alla società inglese Maritime Global Service Limited, il cui unico socio è lo svedese Sven Tomas Egerstrom. Quest’ultimo è a capo di una rete di società specializzate in difesa privata, che arruola ex militari russi e ucraini per difendere le navi dalle azioni di pirateria.

I migranti, in attesa dell’apertura di sicuri canali di spostamento, si trovano così sempre più stretti tra Scilla e Cariddi: da una parte la povertà, le carceri e le torture della Libia, dall’altra un pericolosissimo viaggio verso un’Europa sempre più restia ad accoglierli.

La nave C-Star di Generazione Identitaria è un ulteriore ostacolo tra gli altri disseminati lungo il percorso del difficile viaggio attraverso il Mediterraneo. Intanto l’imbarcazione, che dal Gibuti si recava verso Catania, è stata bloccata nel porto di Suez dalle autorità egiziane per via di alcune irregolarità nei documenti. L’avvio della sua missione è momentaneamente rinviato.

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