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Eroica Fenice

Mare Nostrum: oggi si rimpiange?

Mare Nostrum: era il 3 ottobre del 2013 quando a Lampedusa persero la vita più di 366 persone, che si trovavano a bordo di un’imbarcazione proveniente dalla Libia. Fu allora che il Presidente del Governo italiano, Enrico Letta decise di rafforzare e rendere migliori e più tempestivi i servizi di salvataggio nei pressi del canale di Sicilia: elicotteri, navi di piccole e grandi dimensioni, aerei da ricognizione, droni; materiale messo a disposizione di tutti i volontari e forze dell’ordine che collaborano, 24 ore su 24, per la salvezza di numerose vite, e di quei migranti che prendevano la rotta per l’Italia, sulla strada del vasto ed insicuro Mar Mediterraneo.

Nell’agosto del 2014 dopo insistenti richieste del governo italiano, nei confronti dell’Unione Europea, di porre più attenzione verso quell’Italia che doveva occuparsi con propri mezzi, di soccorrere le numerose migliaia di clandestini, fu interrotta l’operazione di Mare Nostrum ,dando vita il 1 novembre 2014 al programma europeo “Triton di Frontex”, con il solo obiettivo di tenere sotto controllo le frontiere nel Mar Mediterraneo. Triton sarà pronta a schierare due navi d’altura, due di pattuglia, due motovedette, un aereo e due elicotteri. L’Italia la fa da padrona, l’Italia fornisce più della metà dei mezzi, ma silentemente aiutata dall’Islanda e dalla Finlandia.

L’operazione è nettamente differente dal mare nostrum: le navi non si allontaneranno per oltre 30 miglia dal litorale italiano, pattugliando il mare di Sicilia e il litorale calabrese. Prima si ci spingeva “troppo” oltre addirittura quasi fino alle coste libiche, anche con qualche sostanziale aiuto in più nei confronti dei barconi.

Oggi nella nuova era di Triton la situazione sembra essere non di poco peggiorata. Il naufragio di ben 4 gommoni nei pressi di Tripoli, da il via alla nuova ed imminente tragedia. Per giorni al freddo e senza cibo, non sono stati per nulla aiutati dalle condizioni del mare, forza 8. Molti di loro non volevano imbarcarsi, ma ammettono essere stati costretti dai trafficanti in Libia, che non si fermano di fronte alla possibilità della morte. Ad oggi purtroppo il bilancio di vittime e dispersi non si ferma, creando nell’aria una sensazione che riporta in quel 2013, in cui si fu costretti ad agire per la difesa dell’essere umano.

Sia forse che Triton abbia fallito? È forse un ritorno al Mare Nostrum quello che in questi giorni viene discusso da un’Italia alla ricerca di un approvazione europea?

Intanto il nostro Premier afferma che il problema non è come agire ma da dove queste migliaia di persone mettono piede su quei barconi in balia della fortuna. “Il punto politico è risolvere il problema in Libia” dice Renzi che in questi giorni, intanto chiederà all’Europa più aiuti.

Sarà forse che nessun tipo di progetto di salvataggio porterà mai, alla completa risoluzione di una continua ed incessante traversata?

Probabilmente è vero, agire ora è troppo tardi.

Aggrapparsi alla fortuna delle acque per trovare un mondo migliore, è quello che fanno queste persone. Donne, uomini, bambini come tutti noi. Che meriterebbero forse, una speranza, la migliore, e non soltanto una nave che da lontano proviene per salvarli, mentre in acqua una madre vede perdere il proprio figlio.

Mare Nostrum: oggi si rimpiange?