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Eroica Fenice

Mary Cinque

Mary Cinque con Cult per Say no to Trash

Mary Cinque con il suo contributo Cult per Say No to trash, la rassegna ideata da Sabrina Vitiello che esprime il suo dissenso verso la società contemporanea dell’usa e getta, ha unito come con un filo i luoghi alle cose per far ritrovare la sensibilità delle nostre vite.

Fino al 10 maggio è in mostra l’affinità tra modi di raccontare presso lo spazio Home&More di via Santa Brigida 72 a Napoli, che per la quarta volta dà la possibilità ad un artista di esprimere con le proprie opere il pensiero verso la necessità di adottare nel nostro quotidiano le politiche che osservano la regola delle cinque R: riduzione, riuso, riciclo, raccolta e recupero.

Mary Cinque ha portato nelle sale di Home&More il legame tra cose e natura esprimendo il suo pensiero indiscutibilmente attuale attraverso il suo sguardo, che supera la sola capacità descrittiva della realtà come ha più volte dimostrato.

La prima parte di Cult è dedicata alle cose, Display, traduttori di realtà alla nostra portata. Mary Cinque con questa piccola serie di opere, descrive oggetti alla portata di tutti che conosciamo perché entrati nelle nostre vite o perché di facile reperibilità. Gli episodi di design rappresentati dalla serie, mostrano oltre che l’ingegno dell’uomo anche l’amore per ciò che siamo, in quanto immagini di esempi di chi ha dedicato con la propria azienda una certa sensibilità legata all’ambiente, con uno sguardo verso una produzione che richiama al gusto della tradizione.

Si comprende come l’artista va ben oltre il solo discorso ecologico, Mary Cinque infatti ha voluto esprimere con le sue opere l’attenzione verso il futuro con un forte pensiero a ciò che ci lega al nostro amato pianeta.

Oleum, l’altra parte della mostra, è una serie di rappresentazioni che decontestualizzano le essenze del mediterraneo. Carta riciclata, oleata, da forno, quella color canapa che siamo abituati a vedere nelle pizzerie, come sottopiatto nei pub, Mary Cinque l’ha invece adoperata come supporto per le sue immagini per farci viaggiare con la mente, verso le nostre estati, i nostri ulivi, le nostre campagne verdi.

Se da un lato le piccole tele di Display restituiscono un’immagine propria del packaging, della produzione industriale, quella seriale, quella definita dal design con i suoi marchi, Oleum è senza ombra di dubbio la parte umana della mostra, quella che ci fa sentire appartenenti al nostro pianeta.

Una doppia valenza è quindi ritrovabile in Cult, mostra curata da Chiara Reale. Non solo un filo conduttore, bensì uno che lega le cose alla natura, ecco cosa forse è possibile vedere oltre le immagini donate da Mary Cinque ai fruitori delle sue opere.

Il dialogo tra le parti, con la sensibilità dell’artista, sono le qualità che Mary Cinque ha in esposizione per la rassegna Say no Trash.

 

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