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Eroica Fenice

Mattarella: un capolavoro politico di Renzi

Aveva promesso un nuovo presidente della Repubblica alla quarta votazione e così è stato. Non importa il cinismo con cui è venuto meno agli accordi del Nazareno e il rischio, certamente concreto alla vigilia del voto, connesso ad una eventuale azione di franchi tiratori; la mossa politica di Renzi ha nel contempo messo scompiglio negli alleati di governo e nelle forze di opposizione, ha ricompattato il fronte Dem e ha portato al Quirinale una figura di grande rilievo istituzionale.

Mattarella è stato dunque un vero e proprio capolavoro politico confezionato da Matteo Renzi e dalla sua spregiudicata ed ambiziosa condotta politica, magistralmente supportata e indirizzata dal predecessore dello stesso Mattarella, Giorgio Napolitano. Eloquente è l’immagine dei due che seguono in diretta il conteggio delle schede elettorali che hanno sancito la nomina del dodicesimo presidente della Repubblica.

Giudice costituzionale dal 2011 e lontano da anni dai riflettori della politica, uomo della prima repubblica ed esponente per tradizione familiare della Democrazia Cristiana, la vicenda politica di Mattarella è stata segnata dall’assassinio nel 1980 per mano di Cosa Nostra del fratello Piersanti, all’epoca presidente della regione Sicilia. La sua figura si staglia come profilo esemplare e modello positivo dell’intera stagione politica italiana che va dagli anni ’80 fino ad oggi, come un prelibato lascito scampato al disastro e al naufragio politico che segnò tutta l’esperienza e il tramonto della prima repubblica e come elemento di congiunzione tra quest’ultima e l’incipiente terza repubblica.

Ad essere stato messo ai margini e ridotto alla totale impotenza è invece l’uomo che ha incarnato tutta l’azione politica della seconda repubblica, Silvio Berlusconi. Deluse tutte le aspettative di svolgere un ruolo di primo piano nell’elezione del nuovo presidente, uscito a pezzi dall’abbraccio mortale teso da Renzi e con un partito allo sbando e lacerato da aspri scontri interni, l’ex cavaliere è atteso in una battaglia che deciderà tutto il destino del futuro centrodestra italiano.

Sotto una luce più opaca si colloca il ruolo giocato dai Cinque Stelle, che nella maratona per il Quirinale hanno corso una gara parallela e solitaria, che ha ottenuto scarsa risonanza e ha condotto il movimento di Grillo ad essere del tutto escluso dai giochi politici che hanno determinato l’esito di queste elezioni.            

Un trionfo in solitaria, insomma, per il Pd e per Renzi, a cui però seguirà da domani la ripresa del cammino delle riforme e non sono escluse sorprese e trappole da parte degli alleati di governo e di Forza Italia, che se oggi per debolezza non può neppure fare la voce grossa e abbandonare il tavolo delle trattative con Renzi sulle riforme, non è detto che in seguito non servirà al Partito Democratico il piatto freddo della vendetta.

-Mattarella: un capolavoro politico di Renzi-  

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