Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Maturità 2014: sotto a chi tocca!

L’importante non è quello che trovi alla fine della corsa, ma quello che provi mentre corri.
Recitava così una delle ultime battute di “Notte prima degli esami”, il film il cui titolo è tratto dall’omonima canzone di Antonello Venditti, e che racconta le vicende di un gruppo di ragazzi alle prese con gli esami di maturità. E la notte prima degli esami sta arrivando per migliaia di studenti, impegnati con uno degli esami più temuti in assoluto.

Si parte con la prima prova (italiano) mercoledì 18 giugno. Giovedì 19 giugno sarà la volta della seconda prova (versione di greco per il liceo classico, matematica per lo scientifico). Dopo una piccola pausa si riprende lunedì 23 giugno, con la terza prova: il “quizzone” su tutte le materie. All’incirca una settimana dopo gli scritti inizieranno gli orali.

Come da tradizione, anche quest’anno impazzano sul web le ipotesi sulle possibile tracce dei temi.

Era il 2006, ultima maturità con la commissione completamente interna, e l’allora Ministro dell’Istruzione Letizia Moratti sceglieva le tracce dell’esame di maturità del suo ultimo mandato. Contemporaneamente, iniziavano i Mondiali di calcio. Ricordate, no, come sono andati a finire? Quello è stato l’anno della testata di Zidane al nostro Materazzi, del rigore decisivo di Fabio Grosso, della nostra Italia portata al trionfo sulle note del ritornello degli White Stripes. E quale autore vinse, invece, la sfida del toto-tema delle tracce di maturità? Quell’anno toccò a Giuseppe Ungaretti. E allora perchè non dirlo, Ungaretti porta bene. Almeno ai nostri calciatori. Se quest’anno, per gli esami di maturità 2014, il Ministro Giannini sceglierà proprio questo autore per l’analisi del testo della prima prova, allora forse si può ben sperare anche per le prestazioni azzurre in Brasile. Tuttavia quest’anno sono maggiormente gettonati Pirandello, Pascoli, Svevo, Pasolini. Ma affannarsi a cercare su internet è inutile, quel nome che pensate non sarà mai quello giusto. E Claudio Magris l’anno scorso l’ha ben dimostrato. Per chi, invece, si diverte a notare coincidenze e fatti strani, ecco una piccola curiosità. Come il Mondiale di calcio, che, come sapete, si ripete con cadenza quadriennale, anche il Ministero dell’Istruzione, almeno dal 2000 ad oggi, si è inventato (casualmente o no, non ci è dato saperlo) il suo personale mondiale: quello di Eugenio Montale. Il quale, infatti, esce tra le tracce della prima prova di maturità ogni 4 anni: 2004, 2008, 2012. Pronti, futuri maturandi del 2016?

Per chi l’ha già sostenuto, tornare con la mente e col cuore all’esame di maturità è come rituffarsi in un mare di emozioni, regalate da uno dei periodi più belli della nostra vita. È il primo scalino, la prima scalata difficile della nostra vita, un passaggio, una conclusione. Le sensazioni sono tante: irrequietezza, paura, tensione, ansia. Insomma, un macigno. Ma accanto a questi sentimenti, irrompono altri: la voglia di mordere il futuro, di sentirsi capaci di decidere, di sperimentare, di viaggiare, di cambiare, il tutto condito con un po’ di malinconia. Quella malinconia che nasce dalla consapevolezza che qualcosa sta per finire.

Abbiate presente solo una cosa mentre sarete seduti lì: quel momento è speciale, sarà memorabile, un ricordo che, a prescindere dal risultato, non sbiadirà. In Italia, ma non solo, attualmente è dura sognare e l’esame di maturità è, forse, quell’occasione in cui bisognerebbe comprendere che la vera vittoria è quella di continuare a crederci. Quell’occasione in cui bisognerebbe decidere il proprio avvenire con la testa ma soprattutto col cuore, senza aver paura di sbagliare strada. E seppure la si dovesse sbagliare, bisognerebbe rendersi conto che gli errori sono gli insegnanti migliori, e che nella vita, quella vera, gli esami non finiscono mai. Allora prendete i vostri libri, i vostri appunti, i vostri dizionari, le vostre formule matematiche ma soprattutto la vostra forza di volontà e i vostri sogni: bussate alla porta del futuro e se non vi apre, date un bel calcio e buttatela giù. In bocca al lupo, ragazzi!

Nunzia Serino