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I diritti LGBT in Messico: omofobia ed unioni civili

I diritti LGBT in Messico: omofobia ed unioni civili

In Messico, dopo che il presidente Enrique Pena Nieto ha proposto di estendere il matrimonio egualitario (tra persone dello stesso sesso) a tutti gli stati della Federazione Messicana, marce omofobe organizzate dal Fronte Nazionale sono scese in piazza al grido di “per la famiglia e per la vita”. In alcuni stati, infatti, le unioni fra persone dello stesso sesso in favore dei diritti LGBT sono legali. Ma l’estensione di questo diritto civile ha creato indignazione tra gli esponenti del Frente Nacional por la Familia, il quale ha minacciato battaglia se la proposta non sarà ritirata.

A Celaya, una delle città dove l’indignazione del fronte nazionale ha trovato maggior consenso, durante una marcia un bambino si è frapposto ad essa. “Ho uno zio gay” avrebbe detto, “non voglio che sia odiato”. L’episodio ha suscitato molto consenso sui media messicani. Tanto da far indire una manifestazione il giorno seguente a Città del Messico a favore dei diritti LGBT.

I diritti LGBT in Messico

I diritti della comunità LGBT in Messico sono stati negli ultimi anni notevolmente ampliati, in linea con le tendenze legalizzatrici presenti nei paesi più evoluti. L’influenza intellettuale della Rivoluzione francese e il breve intervento francese in Messico (1862-67) ha portato all’adozione del codice napoleonico e conseguentemente anche alla depenalizzazione di tutti gli atti sessuali compiuti da persone dello stesso sesso nel 1871.
Ma nonostante ciò la comunità LGBT ha continuato, più o meno sporadicamente, ad esser perseguita attraverso l’uso di codici regolanti il cosiddetto comportamento osceno e la pubblica indecenza (“attentato alla morale e ai buoni costumi”).

Grazie anche all’influenza proveniente dalle zone più cosmopolite del paese (come Città del Messico, ma anche Guadalajara e Monterrey), la tendenza a modificare i precedenti atteggiamenti in favore dei diritti LGBT sta procedendo a passo spedito; mentre nelle zone più interne e meno soggette alle influenze dei paesi più evoluti in materia di diritti civili, il cambiamento è più lento ed in parte ancora osteggiato.

Piccola analisi sulla situazione sociale in Messico

Il ben noto intellettuale e scrittore Pier Paolo Pasolini, troppo noto, e poco studiato, ci ha lasciato alcuni spunti di riflessione importantissime sulla tolleranza. Secondo Pasolini la tolleranza non è altro che una sottile forma di intolleranza. Poiché quando si tollera qualcuno, si afferma contemporaneamente che quella persona ha bisogno di essere tollerato.

Questo si collega ai fatti narrati per due motivi. Il primo riguarda la volontà del governo messicano di voler estendere le unioni omosessuali in tutto il Messico, senza prima aver posto una campagna di sensibilizzazione delle masse, tale che permetta di usufruire del diritto acquisito anche nei rapporti umani, e che quindi non diventi una mera forma “nominale”. Poiché la legittimazione deriva innanzitutto dal rapporto con gli altri.

In secundis, in Messico i diritti sociali sono collassati, sopratutto dopo la riforma della scuola di stampo neoliberista, posta dal governo di Peña Nieto, la quale rientra nell’ambito delle sue “riforme strutturali”.

Tale riforma educativa di Peña Nieto prevede nuovi criteri per la selezione del corpo docente ed una maggiore autonomia degli istituti. Tale autonomia va letta nell’ottica di ulteriori tagli all’istruzione, in un paese in cui le differenze tra scuole pubbliche e private sono già abissali, con istituti pubblici che nelle zone più povere del paese restano completamente abbandonati a se stessi.

Alla luce di tutto ciò, in che ottica può essere vista questa manovra legislativa del governo messicano?