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Eroica Fenice

Mia Martini al Teatro Summarte

Un ricordo per Mimì sembrava dovuto ma non scontato.
Necessario ma non consueto.
Voluto e riuscito.
Ecco cosa ha rappresentato il concerto-spettacolo “Mia Martini – L’universo di Mimì” presentato il 12 maggio presso il Teatro Summarte di Somma Vesuviana (NA) grazie all’instancabile direzione artistica del Prof. Ciro Castaldo.

Molte e troppe sono state le emozioni respirate ancor prima di entrare in sala grazie all’allestimento di una piccola e deliziosa mostra curata da Sara Portolano in cui sono stati esposti: una serie di vinili di Mimì, vestiti di scena e testi di canzoni (scritti dalla stessa interprete) che ripercorrevano in un viaggio immaginario le tappe della sua carriera. Suggestiva la filodiffusione dei successi di Mia Martini che immediatamente ha condotto lo spettatore nella dimensione umana ed artistica della cantante che per quanto riguarda Mimì non possono scindersi. Mia Martini non è solo artista, cantante o cantautrice ma è persona, è donna, è il mare calabro, è la spigolosità della sua costa, è impegno, è onestà, è libertà. Una libertà che l’ostracismo del mondo dello spettacolo le ha negato con rozze insinuazioni.

“Mia Martini – L’universo di Mimì” ha cercato, riuscendoci, di trasmettere la consapevolezza che la sua assenza non resterà mai inabitata di ricordi e, in particolare, di ricordi giovani. Le sue canzoni, infatti, restano talmente attuali che sembra doveroso chiarire che la soglia d’età degli interpreti della serata sfiorava a stento i vent’anni: Onofrio Allocca, Mattia Auriemma, Lele Caliendo, Tony Castaldo, Gianluca Cerciello, Raffaele Cerella, Rosanna Cimmino, Agostina Cucca, Giuseppe D’Angelo, Michele D’Avino, Nadia Grace, Alfonso Iovino, Laura Landolfi, Fabio Massa, Luigi Merone, Sebastiano Minale, Luca Notaro, Sergio Ottaiano e Antonio Porcelli; i giovanissimi artisti si sono suddivisi in due gruppi che richiamano due album di Mimì “Oltre la collina” e “Il giorno dopo”, inoltre, va fatta una menzione speciale al gruppo “The Juice” e alla loro personale e lodevole interpretazione de’ “La costruzione di un amore”. Emozionanti sono stati gli interventi di Carlo Ghirardato, Mimmo Cavallo e Mariella Nava che direttamente e indirettamente hanno incrociato il percorso artistico di Mimì. Un valore aggiunto allo spettacolo, al di là dell’entusiasmo dei ragazzi, è stato, senza alcun dubbio, l’intervento telefonico del padre di Mimì, il professore Giuseppe Bertè che ha dato il suo entusiasta e sincero consenso alla manifestazione. 

Mia Martini è riuscita attraverso le sue canzoni a parlare in modo trasversale a generazioni diverse grazie alla sua grande voce di donna fragile, toccando i temi più disparati e, per certi aspetti, anche sconvenienti rispetto al periodo. Sarà proprio questa forte attualità dei testi a rapire anche l’ascoltatore più disattento. Uno spettacolo che rispecchia profondamente la sensibilità dell’artista e la sua volontà di restare ancorata al pubblico che l’adorava. Un aspetto essenziale della serata è la volontà che questa non si ponga esclusivamente come unica occasione di aggregazione artistica giovanile, bensì ha una forte valenza progettuale in quanto si è deciso insieme all’amministrazione comunale di Somma Vesuviana di riproporre l’evento ogni anno anche per dare voce e possibilità ai giovani talenti.  

Del tutto spontanea, a fine spettacolo, è stata la proposta di sottoporre alla commissione comunale per la toponomastica la possibilità di intitolare a Mimì un pezzetto di Somma Vesuviana sia per la valorizzazione del territorio che per dare un chiaro segno culturale alla società.

Jundra Elce

 

-Mia Martini al Teatro Summarte-

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