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Miss Italia

Miss Italia: la pace nel mondo passa di moda?

Fascia e coroncina ancora calde ed è già bufera sulla nuova, nuovissima, Miss Italia Alice Sabatini.

Non ha ancora fatto in tempo a dire ai mille giornalisti accalcati fuori la sua stanza d’albergo che il segreto del suo fisico mozzafiato è mangiare lasagna e cioccolata a volontà, che già i giornali e i social network non fanno altro che riportare la gaffe registrata quando era solo una concorrente, poche ore prima di diventare reginetta di bellezza. Si, perchè durante la finalissima, alla domanda di Claudio Amendola che chiedeva alle 3 finaliste in quale epoca avrebbero voluto vivere e chi sarebbero volute essere, lei ha scelto il 1942. Motivazione? Per vedere se le milioni di pagine di storia dedicate alla Seconda Guerra Mondiale sono veritiere o meno, se non è stato solo un caso mediatico montato ad arte per far vendere qualche copia in più di testi scolastici, se personaggi quali Hitler, deportati, partigiani siano esistiti davvero o siano frutto di scrittori e sceneggiatori con una fervida e gotica immaginazione. Tanto sono una donna, il militare non l’avrei fatto. Chissà come avrebbe fatto a mettersi lo smalto tra un bombardamento e l’altro, chissà come avrebbe fatto a prendere appuntamento dal parrucchiere senza l’ I-phone, avendo i figli proprio lì, senza pane, nè padre. Chissà come avrebbe amato, col suo amore in guerra.
É anche vero che a 18 anni, se il tuo sogno è diventare Miss Italia ancora poco hai visto del mondo, ancora poco la tua vita è stata scossa da eventi importanti, troppo lontana dalla tua vita è la Seconda Guerra Mondiale per quanto studiata a scuola, ed è forse giusto così.
È anche vero che mentre sto scrivendo questo articolo, alla televisione passano le immagini di un ragazzo venticinquenne che di notte si fa chiamare Uomo Tigre e che non ha altra aspirazione se non quella di entrare nella casa del Grande Fratello.
E per quanto possa sembrare un clichè, e per quanto non sia mai giusto generalizzare, non possiamo aspettarci un trattato di filosofia morale in prima serata all’interno di un programma come Miss Italia, nè un ricercatore scentifico preso dalla preoccupazione del futuro aspirare al trono di Uomini e Donne.
Ma un mea culpa – da parte nostra – è doveroso. Noi giornalisti in primis, noi studenti universitari, noi ricercatori scentifici, noi che ci indigniamo facilmente e a gran voce per sottolineare una nostra presunta superiorità, in secundis. Vogliamo questo da Miss Italia. È proprio quello che ci aspettiamo. Di cosa potremmo parlare altrimenti? Su quali basi potremmo dimostrare la nostra cultura?
Fino ad oggi il nostro sdegno era rivolto a quelle miss che – visibilmente finte – volevano la pace nel mondo non conoscendo nemmeno i paesi in conflitto. Ora che una di queste miss desidera la guerra, con sincerità e curiosità, perchè ci lamentiamo ancora? È il nostro ruolo in questo gioco: sempre carnefici e giudici, indipendentemente dalle vittime.

Roberta Magliocca