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Moda: in vigore in Francia la legge anti-anoressia

Moda: in vigore in Francia la legge anti-anoressia

Vera e propria piaga sociale sono i disturbi del comportamento alimentare, problema sempre più consistente, specialmente fra i giovani, la fascia che più di ogni altra tende a subire ed incamerare le pressioni esterne, ad adeguarsi agli standard, pena l’esclusione dal gruppo. Anche quando questi standard sono quelli irrealistici ed eccessivi spesso proposti dai media e dal mondo della moda.
Anche quando questi standard sfiorano, e neanche così di sfuggita, patologie gravi come l’anoressia, disturbo del comportamento alimentare che in Francia conta oltre 40 mila vittime e rappresenta la seconda causa di mortalità fra i 15 ed i 24 anni, preceduta soltanto dagli incidenti stradali.
È proprio la Francia a varare una legge anti-anoressia, su esempio della Spagna, che intervenga sugli standard irrealistici della moda e delle pubblicità e prevenga l’anoressia nelle giovani.

Mai più modelle anoressiche grazie alla legge anti-anoressia

Sempre più modelle, in tutto il mondo, scelgono di non sottostare alle assurde pretese del mondo della moda, ai digiuni, alla frustrazione dell’impossibilità di raggiungere la forma fisica richiesta, abbracciando una fisicità più morbida e sana. Celebre la vicenda della modella inglese Charli Howard, ritenuta troppo grassa per sfilare con la sua taglia 38. Oggi ha guadagnato qualche kg ed è un’attivista body positive.

La loi mannequin, legge anti-anoressia promossa dal governo socialista dell’ex premier francese Hollande già a gennaio 2016, entra in vigore in Francia soltanto adesso, con l’obiettivo di prevenire i disturbi del comportamento alimentare, che attanagliano soprattutto giovani donne, presentando un modello di bellezza più sano e raggiungibile.
La rivoluzione, di portata non inferiore a quella del movimento curvy, che ha sdoganato i kg in eccesso e portato in passerella bellezze più floride e giunoniche, partirà anche questa volta dalle sfilate di moda, che mai più vedranno ammesse modelle il cui rapporto tra altezza e peso sia giudicato non idoneo da un medico.
Ogni due anni le modelle dovranno prestarsi ad una visita medica e solo dopo un certificato che attesti lo stato generale di salute della modella, nonché una corretta forma fisica, potranno cavalcare le passerelle.

La normativa verrà applicata a tutte le modelle e a tutti i paesi che collaborino col mondo della moda francese, pena multe fino a 75 mila euro e 6 mesi di reclusione per chi dovesse infrangere la legge.
Ancora, le pubblicità e le fotografie dovranno mostrare a chiare lettere la dicitura “fotografia ritoccata” qualora le immagini siano state ritoccate al computer, al fine di proporre un modello di bellezza più realistico e nel quale le donne possano rispecchiarsi davvero, senza sfidare i limiti per raggiungere modelli innaturali, insani e ritoccati al computer. L’obbligo riguarda l’inserimento di fotografie a scopo pubblicitario, siano esse su stampa, su cartelloni, su internet o in cataloghi e, anche in questo caso, si prevedono multe piuttosto salate in caso d’infrazione.
Un ulteriore passo in avanti prevedeva l’esercizio della professione di modella soltanto per ragazze il cui Bmi, indice di peso corporeo, fosse non inferiore a 18, come accade in Spagna già dal 2006.

Una donna di 1.75 kg, dunque, non dovrebbe pesare meno di 55 kg. Tuttavia, questa proposta sembra esser stata abbandonata proprio su pressione del mondo della moda.

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