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Eroica Fenice

Modello ISEE: novità a partire dal 2015

A partire dal 1 gennaio 2015 i criteri per l’elaborazione e il rilascio del modello ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) sono cambiati.

In sostanza, viene applicata in maniera più rigida la vecchia normativa che prevede il controllo sui beni mobili e immobili dei dichiaranti, attraverso una verifica in tempo reale da parte dell’Agenzia delle Entrate di quanto dichiarato. Bisogna, pertanto, dichiarare tutto ciò che è il patrimonio mobiliare: conti correnti, libretti postali, interessi bancari, titoli di qualsiasi natura (azioni, buoni fruttiferi) ed eventuali rendite da essi derivanti.

Precedentemente queste cose venivano dichiarate ma il controllo era a campione, pertanto il cittadino doveva limitarsi a firmare un’autocertificazione in cui affermava di aver dichiarato questi bene Con la conseguenza che la quasi totalità dei dichiaranti omettevano i dati bancari.

Oggi, invece, la dichiarazione viene direttamente verificata dall’Agenzia delle Entrate la quale in un arco temporale di circa 10 giorni dà conferma al cittadino di quanto dichiarato o rettifica la dichiarazione secondo i dati presenti nella loro banca dati. Dinanzi all’eventuale rettifica, l’interessato ha due opzioni: confermare quanto rettificato oppure continuare a sostenere la sua dichiarazione con conseguente chiamata da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Fin qui, almeno in teoria, nulla di nuovo, se nulla di nuovo si può definire un irrigidimento così aspro del controllo che comporta, già di per sé, una serie di problemi a tutti i cittadini.

Il vero sostanziale cambiamento in realtà è che saranno conteggiate nel modello ISEE anche redditi esenti da imposte tipo invalidità civile e assegno sociale, assegni familiari, borse di studio e qualsiasi forma di sostegno che fino ad oggi non dovevano essere indicati. E, ciliegina sulla torta, è obbligatoria anche la dichiarazione dei beni di lusso.

Altra novità è che il reddito dichiarato non sarà quello dell’anno precedente ma quello di due anni prima: in altri termini sarà dichiarata la situazione familiare all’atto della sottoscrizione mentre il reddito di riferimento sarà quello dei due anni precedenti e il patrimonio mobiliare quello dell’anno precedente. In più per i conti correnti sarà richiesta la media sulla giacenza annuale.

Anche se, a primo impatto, può sembrare una semplice applicazione di una normativa già esistente, è evidente che le conseguenze sulla vita degli italiani sono notevoli. Qualsiasi cifra depositata in banca o in posta sarà sotto il controllo dell’Agenzia delle Entrate: ciò significa che il suddetto Ente potrebbe, senza troppi problemi, chiedere all’interessato spiegazioni in merito all’oscillazione della giacenza media da un anno all’altro. In poche parole, tutti coloro che sono, ahimè, impegnati in un lavoro a nero (lavoro illegale, certo, ma che troppo spesso rappresenta l’unica fonte di sostentamento di intere famiglie) rischiano di essere oggetto di controllo e inchiesta da parte dell’Ente. 

Giovani che per anni hanno lavorato senza essere inquadrati come camerieri, baby sitter, insegnanti privati e che hanno messo da parte una bella somma saranno spinti a nasconderli, come i vecchi tempi, “sotto la mattonella”, fedele custode di beni di ogni genere. 

Inoltre chi possiede beni mobili, vuoi perché ereditati da qualche parente, vuoi perché acquistati tempo prima, ma non ha uno stipendio mensile, rischia di veder salire vertiginosamente il suo reddito ISEE e di non poter usufruire più delle solite agevolazioni. Infatti sulla soglia massima per usufruire di alcuni privilegi fiscali sembra che non ci sia ancora nessun informazione: di logica esse dovrebbero alzarsi tenendo conto delle nuove voci presenti nel modello ISEE.

Indubbiamente lo scopo è chiaro: irrigidire i controlli per eliminare l’evasione fiscale di qualsiasi genere. Ma fino a che punto è lecito che un’agenzia pubblica entri così prepotentemente nel privato degli italiani? Dove è, oggi, il limite tra la legalità e la libertà personale? 

Giuseppina Iervolino

Modello ISEE: novità a partire dal 2015