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Eroica Fenice

Mojoca oltre lo spettacolo

Il Mojoca è arrivato alla IX edizione riuscendo a mantenere le promesse annunciate con un programma ricco di eventi, interventi, workshop, concorsi, attimi di convivialità, legati alle aree ristoro, e percorsi per gli artigiani.

Il Mojoca è un progetto nato nel 2007 con la volontà di portare le suggestioni frutto dell’esibizioni degli artisti di strada per le vie del piccolo centro storico di Moio della Civitella, un comune della provincia salernitana appartenente all’area del Parco Nazionale del Cilento.

Le strade e le piazze del centro antico di Moio sotto il cielo cilentano sono state animate anche per la IX edizione dalle esibizioni degli artisti del Mojoca, dalle performances comprese nel cartellone principale a quelle appartenenti alla sezione off, con oltre venti spettacoli che si sono svolti in contemporanea.

Il Festival, con gli spettacoli totalmente gratuiti, ha portato in scena artisti dal Giappone al Cile passando per l’Argentina, il Venezuela, il Messico ed Israele; ovviamente elevata è stata la partecipazione da tutta la nostra penisola.

Dalla giocoleria, ai variopinti sorrisi, fino ai tessuti che hanno tenuto lo sguardo sospeso a mezz’aria, la selezione degli attori dello spazio urbano del Mojoca ha attirato dai semplici curiosi a chi voleva esclusivamente godere di una serata diversa; di fatti, per tre giorni, fino a notte fonda l’intero paese ha partecipato per la buona riuscita dell’evento.

Oltre il visibile del Mojoca è necessario far emergere la riflessione sulla rigenerazione dei centri storici: attraverso le osservazioni che puntano alla sfera della azioni immateriali, non più quindi volte alle ottimizzazioni del consumo del suolo ed alla riqualificazione delle aree urbane, si è attuata una politica di governo del territorio attivata e supportata da processi partecipativi che coinvolgono pubblico e privato; processi volti al ripristino della vitalità sopita e/o perduta nell’immediato passato.

È risaputo che molteplici sono le cause che portano al cosiddetto svuotamento dei centri storici, soprattutto di contenuti e di attività che li rendono vivi. Pochi sono gli esempi come il Mojoca che riescono ad apportare linfa vitale ai piccoli borghi che non appartengono esclusivamente al sud Italia ma che caratterizzano per intero il Belpaese. L’offerta culturale del festival risulta perciò esclusiva e rispecchia una vincente strategia che ha come obiettivo quello di riuscire a far diventare Moio un polo attrattore, non snaturandolo profondamente nei suoi caratteri identitari ma piuttosto legando le attività del Mojoca come complemento del preesistente.

Il Mojoca deve forse la sua fortuna al momento storico in cui stava nascendo: allorquando si assistette ad una sensibilizzazione della cultura legata ai festival degli artisti di strada. Si pone oggi tra i più grandi eventi del sud Italia, sicuramente unico nel suo genere.

I numeri del Mojoca: 35.000 spettatori in tre sere; più di 100 artisti; 30 spettacoli in contemporanea; quasi 50 espositori artigianali; 10 collaborazioni con associazioni/onlus. Chi ha davvero guadagnato dalla riuscita del Festival è sicuramente Moio, che riesce a coinvolgere l’intera popolazione con tre giorni di attività restituendo oltre il Festival, oltre la festa, la parola chiave Mojoca, adesso gioca!

Mojoca oltre lo spettacolo