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Eroica Fenice

Mondi torna a Napoli, allo Slash Art/Msic

Mondi torna a Napoli, allo Slash Art/Msic

Venerdì 20 maggio si terrà allo Slash Art/Msic in via Bellini 45 il vernissage Mondi, una mostra d’illustrazioni ad opera di due artiste napoletane, Alessandra Vitelli e Irene Servillo. La degustazione, parte fondamentale del vernissage, avrà inizio alle ore 19.30 e avrà il costo di 8 euro, mentre la mostra rimarrà allestita e a disposizione del pubblico interessato fino al 3 giugno. L’evento è targato InFoodation, notizie di gusto, un web magazine che coniuga il mondo dell’enogastronomia con quello dell’informazione. Il cibo è il punto focale della mostra, che ha avuto già un grande successo con l’esposizione al Grenoble, Istituto Francese di Napoli, e ora si ripresenta con nuove idee e nuovi spunti di riflessione: Mondi si propone di accompagnare il pubblico in un percorso artistico-gastronomico legato alle varie culture presenti nel mondo, mentre Americhe, Asia, Africa ed Europa saranno le protagoniste indiscusse con richiami alle loro tradizioni culinarie.

Il cibo, la fantasia culinaria, i sapori della terra sono alla base di Mondi e della cultura artistica delle artiste: Alessandra Vitelli e Irene Servillo

Formazione e carriera da illustratrici, come è nata la vostra passione?

Alessandra: La passione per il disegno nasce insieme a me, disegno da quando ho avuto i miei primi pennarelli e non ho mai smesso. Ma è stato quando avevo 20 anni che è iniziata la mia attività di illustratrice e ho iniziato a muovere i primi passi nel mondo del lavoro da illustratore. Ho frequentato la scuola italiana di Comix a Napoli, dove oggi insegno, per poi specializzarmi con Linda Wolfsbrugher, Svjetlan Junakovic, Octavia Monaco, Arianna Papini e Carll Cneut. La mia prima pubblicazione sono stati due libricini di narrativa per la scolastica editi da Loescher. Dopo di che, ho iniziato a lavorare nel settore editoriale come illustratrice free-lance. Ho collaborato con diverse case editrici italiane e straniere, tra cui Eli Pubblishing, Tourbillon, Rue du monde e Grupo editorial Norma, e anche con alcune riviste.

Irene: Ho iniziato a disegnare da piccolissima, forse all’asilo, (credo come tutti i bambini). Ho avuto la fortuna di avere genitori creativi a loro modo, che mi hanno mostrato un mondo colorato, pieno di musica, storie, arte e cinema. Sono cresciuta con mia sorella e mio fratello in una stanza tutta azzurra, con un’altalena di legno appesa al soffitto, una tenda/casetta di stoffa verde rossa e gialla dove rifugiarci, e un tavolino di plastica della Chicco per disegnare. Ho scarabocchiato, copiato manga, fatto i ritratti ai miei amici durante elementari, medie e liceo. Ho poi studiato Visual Communication a Nottingham e ad Edimburgo presso l’Edimburgh College Of Art. Tornata in Italia, ho iniziato a ricercare un mio stile espressivo e una mia voce nel campo della comunicazione per immagine. Ora creo immagini per spettacoli teatrali, riviste online, e sto muovendo i primi passi nell’editoria per l’infanzia.

Cosa vi ha spinto a coniugare il mondo artistico e quello gastronomico?

Alessandra: La connessione tra arte e cibo è abbastanza immediata, l’arte si nutre della vita e delle esperienze di chi la fa, e il cibo da sempre caratterizza le origini di ogni persona, tutti mangiamo e il cibo è un importante elemento nella vita di tutti noi. Per un artista credo che sia abbastanza naturale creare un legame tra il cibo e la propria arte. L’idea di legare le nostre opere ad un elemento gastronomico, nasce dall’incontro con lo staff di Infoodation, me e Irene. Da qui l’idea di creare un evento che mettesse in luce questa connessione.

Irene: Il cibo per me è cultura, tradizione, legame con la terra, con la mia città e con gli affetti. Inoltre mi affascina l’aspetto creativo della cucina; non c’è molta differenza, secondo me, tra il preparare un piatto e il creare un’immagine. Quando lo staff di Infoodation ci ha proposto questa collaborazione abbiamo pensato che trovare una connessione tra il cibo e il nostro lavoro, tra gusto e vista, fosse un progetto stimolante.

Polvere di caffè e cipolla sono gli ingredienti chiave dell’esposizione Mondi e della degustazione, ma cosa rappresentano?

Alessandra: Cerco da sempre di portare me stessa nel mio modo di lavorare, il percorso artistico è una strada che ti porta sempre a scavare nel tuo inconscio, nei tuoi ricordi, dentro di te. Il caffè è un qualcosa che mi accompagna in tutti i miei piccoli rituali giornalieri, colazione, dopo pranzo, e in tutti quei preziosi momenti di pausa dallo stress quotidiano, per cui mi è riuscito davvero naturale di iniziare ad utilizzarlo mescolandolo ai colori. L’effetto un po’ “retrò” che esce fuori dalla mescolanza della posa del caffè con i colori acrilici è qualcosa che non solo mi rappresenta, ma che mi appartiene. Il mio universo è popolato di personaggi surreali, fatti della materia del sogno,che vivono in un mondo che ha i colori dei ricordi della mia infanzia.

Irene: La cipolla è un ortaggio che spesso ricorre nei miei lavori e nel mio immaginario. Mi piacciono i suoi colori, la sua forma inconfondibile, la sua versatilità e il suo sapore deciso ma dolce allo stesso tempo. Nella mia immaginazione la cipolla sarebbe un personaggio ricco di sfumature: sarebbe un tipo buffo, un po’ dispettoso, forse capriccioso, testardo e pungente ma in fondo molto dolce.

Non resta quindi che dare un’occhiata al vernissage Mondi e giudicare con i propri occhi, ma soprattutto con il proprio palato.