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Eroica Fenice

Mostra fotografica “Terra Rossa” ad Amorosi

La mostra fotografica “Terra Rossa” – racconto fotografico del workshop di fotografia sociale, organizzato dal fotoreporter Giulio Di Meo e dall’ARCS – in collaborazione col MST – , dopo aver girato l’Italia, approda ad Amorosi (Bn), nella suggestiva cornice del settecentesco Palazzo Maturi.

Giulio Di Meo è un fotografo italiano, impegnato, da più di dieci anni, nell’ambito del reportage e dell’organizzazione di workshop di “fotografia sociale”, sia in Italia che all’estero. È anche impegnato nell’organizzazione di diversi laboratori, finalizzati alla promozione della fotografia come polifunzionale strumento di espressione, informazione, denuncia, integrazione e cambiamento personale e socio-politico. Collabora con diverse associazioni, tra le quali ricordiamo l’Arci. In collaborazione con l’Arci, dal 2007, Giulio Di Meo organizza workshop in diverse realtà del Sub del Mondo (Brasile, Cuba).

La mostra “Terra Rossa” intende dal voce al bisogno della Riforma Agraria, alle difficili condizioni di vita dei contadini e alla storia del Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra (MST).

Il Movimento Sem Terra è un movimento politico-sociale, nato, in Brasile, nel 1984, con l’obiettivo di realizzare una riforma agraria, finalizzata al ritorno ad una agricoltura familiare ed alla ridistribuzione delle terre improduttive.

Si ricordi che, a 30 anni dalla nascita del MST, la FAO ha nominato il 2014 come “Anno Internazionale dell’Agricoltura Familiare”, il che dimostra quanto siano attuali le problematiche che il Movimento Sem Terra si propone di affrontare.

Il MST è basato su principi organizzativi quali la direzione collettiva, la divisione dei compiti, l’importanza dell’educazione scolastica e della formazione politica, il rispetto per l’ambiente.

Ma il Movimento Sem Terra prevede anche un vero e proprio “modello di lotta”: le famiglie attiviste devono impegnarsi ad occupare quei terreni dei latifondisti che non vengono adoperati oppure sono coltivati grazie allo sfruttamento di lavoro schiavile. Una volta occupati, l’INCRA (Istituto Nazionale per la Riforma Agraria) si occupa dell’esproprio e della riassegnazione dei terreni.

Non è difficile provare ad immaginare quanto sia difficile portare avanti questo modello di lotta, anche perché i latifondisti non si fanno scrupolo ad assoldare pistoleros per accelerare gli sgomberi. È tristemente noto il massacro di Eldorado de Carajas del 1996, nel quale 21 attivisti persero la vita e 69 rimasero invalidi.

Anche in Italia esiste una associazione – l’ Amig@s MST-Italia – che si propone di far conoscere idee e attività del MST. L’associazione gestisce, dal 1998, un sito in italiano dedicato al MST.

La mostra “Terra Rossa” ospiterà le fotografie di Antonella Callari, Mariapaola Delaiti, Anke Ernst, Marco Mastroianni, Chiara Montagner, Laura Pezzenati, Doralice Renzi, Gemma Romano e Daniela Zurlo.

La mostra “Terra Rossa” vuol dar voce – attraverso il fascino, l’intensità e l’icasticità delle fotografie esposte – ai Sem Terra, i quali, nonostante le difficili condizioni di vita, hanno la forza di resistere e di lottare per gli ideali, nei quali credono.

La mostra “Terra Rossa” vuol dar voce ad un movimento che assegna un posto di primario valore all’istruzione, perché, senza cultura non è possibile fare rivoluzioni.

(I Sem Terra hanno ideato un modello didattico itinerante, che copre tutti i livelli di istruzione obbligatoria in Brasile ed è finalizzato ad assicurare l’istruzione a tutti gli attivisti. Nelle Scuole Itineranti, i programmi statali ufficiali sono garantiti ed affiancati dallo studio dei principi e della storia del MST.)

La mostra verrà inaugurata il 6 dicembre alle ore 18.00, presso il Palazzo Maturi ad Amorosi (Bn) e sarà possibile visitarla anche il 7 e l’8 dicembre. L’ingresso è gratuito.

Se siete alla ricerca di un evento che sappia emozionarvi, unendo bellezza e riflessione, intensità e meditazione, pathos e cultura, non potete perdervi la mostra “Terra Rossa”!

Mostra fotografica “Terra Rossa” ad Amorosi