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Eroica Fenice

Napoli e il Tunnel Borbonico

Il Tunnel Borbonico, o Galleria Borbonica, è una cavità sotterranea di Napoli che si estende dalla collina di Pizzofalcone fino a Via Morelli, proprio dove ora sorge il moderno garage multipiano scavato nel tufo.

L’escavazione del Tunnel rientrava nell’ambito delle opere pubbliche volute da Ferdinando II per la città di Napoli, anche se il suo vero intento era quello di costituire una rapida via di fuga verso il mare per sé e la famiglia reale in caso di tumulti popolari, nonchè un collegamento sotterraneo col Palazzo Reale per i soldati di stanza nella Caserma della Vittoria e nella Caserma della Cavallerizza a Chiaia.

Durante i lavori di traforo ad opera dell’ingegnere Enrico Alvino, vennero alla luce non solo la rete di cunicoli e di cisterne costituenti l’antico acquedotto napoletano voluto dal nobile Cesare Carmignano, ma anche numerose cave di tufo, tra cui le cave Carafa, incontrate dagli addetti ai lavori proprio a pochi metri dall’inizio dello scavo. Il Tunnel fu inaugurato dal Re il 25 maggio 1885 ma la morte dello stesso nel 1859 e le vicende storico-politiche che investirono il suo successore Francesco II ostacolarono la ripresa dello scavo, che rimase così incompiuto. Nel secolo successivo, i lavori del percorso furono definitivamente abbandonati, mentre, durante la Seconda Guerra Mondiale, alcuni ambienti sotterranei furono adoperati come rifugio antiaereo dal Genio Militare. Nel secondo dopoguerra e fino agli anni Settanta, il Tunnel fu adibito a deposito giudiziario comunale nel quale vennero ricoverate masserizie, moto e auto sequestrate e dove, purtroppo, molti palazzi ad esso sovrastanti sversavano ogni tipo di rifiuto tramite pozzi di scarico illegali e aperture abusive.

Il sito è stato aperto dall’Associazione Culturale Borbonica Sotterranea il 29 ottobre 2010 e restituito alla collettività grazie all’opera di volontari provenienti da tutte le zone della città, privi di qualsiasi tipo di contributo economico pubblico. Grazie a loro e all’Associazione, gli ambienti sommersi da metri e metri di detriti di vario genere sono così ritornati allo stato originario, divenendo un’attrazione turistica di notevole rilevanza per la città di Napoli.

La visita nel Tunnel consta di tre diversi percorsi a scelta: il Percorso Standard che, con l’aiuto di una guida, consente di passeggiare all’interno della Galleria nei settori del ricovero bellico e delle cisterne dell’acquedotto per circa un’ora e quindici minuti. Il Percorso Avventura consente di ammirare cisterne del ‘500 e del ‘600 e di navigare su una zattera all’interno di una galleria della metropolitana abbandonata ed invasa dall’acqua. Il Percorso Speleo prevede (per i più avventurosi) di addentrarsi, dotati di tute, caschi e luci, nei cunicoli e nelle cisterne dell’acquedotto alla ricerca di simboli realizzati nel tufo e di volare con una teleferica all’interno di un’enorme cisterna seicentesca.

Durante il percorso standard, ci si può davvero calare nella realtà dell’epoca e immaginare i napoletani che, magari spintonandosi un po’, durante i bombardamenti, scendevano di fretta quei gradini insidiosi posti all’ingresso della Galleria per correre a ricoverarsi e ad accamparsi alla meglio sotto quelle immense volte di tufo; si può immaginare il mitico Pozzaro  arrampicarsi con l’agilità di un felino su quei muri per assicurare sempre il corretto livellamento delle acque nelle cisterne e ci si può persino commuovere nell’ascoltare la storia del signor Walter e di tutti gli altri sopravvissuti del dopoguerra, i “Noi Vivi“, così come si evince dalle iscrizioni rilevate sulle pareti di tufo del suggestivo Tunnel sotterraneo di Napoli.

 

 Napoli e il Tunnel Borbonico