Seguici e condividi:

Eroica Fenice

NoiaNoir: il noir sociale dei Pennelli di Vermeer

Una canzone d’autore dal linguaggio moderno e comprensibile, tinta del giallo tipico dei titoli di cronaca giornalistica: pubblicato a giugno 2014 dalla giovane casa editrice napoletana Marotta&Cafiero Recorder, NoiaNoir, terzo disco della band partenopea “Pennelli di Vermeer“, composta da Pasquale Sorrentino (voce-chitarre-ukulele), Stefania Aprea (canto), Pasquale Palomba (chitarre), Raffaele Polimeno (piano e moog),  Maurizio D’Antonio (basso elettrico), Marco Sorrentino (batteria). Le 14 tracce si articolano in un concept dal sapore cinematografico e moderno in cui il gruppo punta i riflettori sul circo mediatico italiano, distorcendolo e ridicolizzandolo utilizzando le sue stesse armi, come slogan veri e propri e frasi d’effetto alla Barbara d’Urso per mettere in evidenza il suo effetto disinformante. Qualcosa di completamente diverso dagli altri due cd della band e dal b-side project precedente, “La Sacra Famiglia”, che al contrario si presentava come una vera e propria opera musico-teatrale.

“La narrazione di NoiaNoir nasce da questi presupposti: è volutamente discontinua e sintetica come l’informazione televisiva, usa frasi e parole ad effetto come le prime pagine dei giornali, confonde come la “babele” dell’informazione che subiamo tutti i giorni. NoiaNoir vuole essere il ritratto di una società voyeuristica e annoiata, senza stimoli nè valori, smarrita nel futile movente di un caso di omicidio, che prova piacere nel guardare con distacco il dolore altrui. Da qui il nostro j’accuse” .[Pasquale Sorrentino]

“Taggo, loggo, linko, loggo, taggo!” sono le parole chiave della vita sociale del nuovo secolo, ripetute ossessivamente nella seconda traccia, Ray chat. Mrs rose,  terzo brano dominato da una freschissima chitarra reggae dall’incalzante ritmo e splendidi fraseggi, presentando la morte di una escort avvia un bombardamento mediatico che salta dalle radio, ai giornali, all’incriminatissima televisione per finire sul web, trasformando un triste evento di cronaca nera in un “fenomeno sociale” vero e proprio.  Brano molto interessante, Scoop è la voce del direttore di una tipica testata di disinformazione: “fammi vendere il giornale!”. Appare fuori luogo Torquemada, brano dai ritmi funk che sembra essere fuori dalla linea generale del concept: un errore causato forse dall’ostinata polimorfia stilistica ricercata dal gruppo.

Con questo disco i Pennelli hanno dimostrato di non essere una semplice rock band, uscendo del tutto fuori da ogni etichetta generando qualcosa di completamente unico, originale e fuori dai canoni. La stessa via  era stata tentata nel disco precedente, ma la troppa teatralità e il canonico linguaggio cantautorale facevano sprofondare buona parte delle tracce nel calderone del “già sentito”. Ciò non accade in questo lavoro, rendendolo in sostanza un ottimo disco, da ascoltare con molta attenzione.

NoiaNoir: il noir sociale dei Pennelli di Vermeer

Print Friendly, PDF & Email