Seguici e condividi:

Eroica Fenice

La nuova sede EMA è ad Amsterdam, che batte Milano

La nuova sede EMA è ad Amsterdam, che batte Milano

A causa dell’uscita del Regno Unito dall’UE le istituzioni europee con sede a Londra dovranno lasciare il paese. Ora è toccato a EBA, Autorità bancaria europea, ed EMA, Agenzia europea per i medicinali. Le favorite erano rispettivamente Francoforte e Bratislava, eliminate però al primo turno delle votazioni. Queste si sono concluse con un sorteggio che ha premiato Parigi su Dublino e Amsterdam su Milano.

Nuova sede EMA: la votazione

L’Agenzia europea per i medicinali ha il compito di vigilare su tutto il mercato europeo dei farmaci, ha 900 dipendenti circa, fondi per 300 milioni di euro ed un indotto da un miliardo e 700 milioni di euro. La votazione per individuare la nuova sede dell’EMA si è svolta in tre turni a scrutinio segreto. Al primo turno ogni paese aveva a disposizione sei voti: lo hanno superato Milano (25 voti), Amsterdam e Copenaghen (parità con 20 voti). Al secondo turno un voto per paese: 12 per Milano, 9 per Amsterdam e 5 per Copenaghen. Ventisei voti su ventisette Stati: astenuta probabilmente la Slovacchia, per l’esclusione di Bratislava. Il terzo turno si è concluso con Amsterdam e Milano in parità con tredici voti. Si è passati così all’estrazione a sorte, che ha determinato l’assegnazione ad Amsterdam: da ricordare che in precedenza sia Italia che Paesi Bassi avevano criticato l’adozione di questo metodo.

La modalità di scelta è stata volutamente opaca, con la scelta della votazione segreta. Scegliere la sede di un’agenzia europea non è una questione di coscienza, è una scelta che riguarda tutti i paesi membri. Nessuno di essi ha però il coraggio di rivendicare la propria politica, trincerato dietro lo scrutinio segreto. Lo scopo della votazione teoricamente era di trovare la miglior sede possibile: le candidature erano basate su solidi dossier di dati. La scelta finale non è però dovuta a criteri oggettivi ma ad un intreccio di giochi politici e casualità.

Cercando di ricostruire le scelte dietro la votazione si desume che probabilmente la Slovacchia si è astenuta, mentre Sandro Gozi, sottosegretario agli Affari Europei, ha ringraziato Cipro, Grecia, Malta e Romania per il loro supporto. Ignoti gli altri votanti: secondo alcune ipotesi Francia, Germania e Spagna supportavano la candidatura di Amsterdam, mentre Svezia e paesi dell’est (tra cui la Croazia) sostenevano quella di Milano. L’Italia ha dimostrato di poter portare avanti la candidatura di una sua città, nemmeno capitale, in grado però di fronteggiare quelle europee. Ma, come ha commentato Gozi stesso, “sulla monetina non c’è influenza politica che tenga”, nonostante i buoni risultati di Milano, sia nella verifica dei requisiti che nelle votazioni.

Francesco Di Nucci