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Eroica Fenice

Officina delle culture

Officina delle culture: Scampia oltre le vele

Ci sono sogni che restano nei cassetti, fermi senza tempo, e ci sono uomini che quei cassetti li aprono e i sogni li rendono realtà. Uno di questi è Ciro Corona, presidente dell’Associazione (R)esistenza Anticamorra Scampia, al quale è stata data in gestione nel 2013 una vecchia scuola abbandonata, l’IPSIA di via Ghilseri che sorge accanto al Lotto P di Scampia, ex principale piazza di spaccio del quartiere.

Sono stati due anni impegnativi per le associazioni – oltre quella di Ciro Corona – che hanno preso parte all’iniziativa, tra le quali Scampia Trip, Drom MusicLab, Progetto per la vita Onlus, Associazione A.R.C.A, Rugby Scampia, Associazione Terra Viva – Centro Antiviolenza,  ma insieme alla determinazione di 750 volontari provenienti da tutta l’Italia e, soprattutto, nel nome di Gelsomina Verde, vittima innocente della camorra, gli operatori hanno ripulito la scuola ed hanno creato quello che per molti era impossibile sperare fino a pochi anni fa. L’Officina delle Culture nasce dove prima c’era un deposito di armi della camorra e un “ricovero abusivo” per tossicodipendenti, tra l’odio e l’abbandono.

La storia di Gelsomina

Gelsomina Verde (Napoli, 1982 – Napoli, 21 novembre 2004) è una delle troppe vittime innocenti della camorra. Fu torturata ed uccisa a 22 anni nel pieno della cosiddetta faida di Scampia, la prima. La sua unica colpa era quella di essere l’ex fidanzata di un affiliato del clan degli Scissionisti. Si è ipotizzato che il cadavere della giovane, uccisa con tre colpi di pistola alla nuca dopo ore di atroci torture, sia stato bruciato per nascondere agli occhi della gente le tracce dello scempio. Occhi che, probabilmente, non avrebbero guardato in faccia la realtà a prescindere. L’omicidio colpì notevolmente l’opinione pubblica per le sue modalità efferate e per il fatto che Gelsomina era del tutto estranea alle logiche del clan: la ragazza lavorava come operaia in una fabbrica di pelletteria, si occupava di volontariato ed era solo stata legata affettivamente per un breve periodo ad uno degli Scissionisti;  la relazione si interruppe anni prima dell’assassinio della ragazza.

La famiglia di Gelsomina Verde si è costituita parte civile nel procedimento penale che si è concluso il 4 aprile 2006 con la condanna all’ergastolo di Ugo De Lucia (classe 1978, considerato uno dei più efferati sicari del clan Di Lauro) ritenuto l’esecutore materiale, e la condanna ad anni sette e mesi quattro di reclusione del collaboratore di giustizia Pietro Esposito. Il 13 dicembre 2008, anche Cosimo Di Lauro è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio della giovane vittima, perché ritenuto mandante di quest’ultimo. L’11 marzo 2010, lo stesso Di Lauro, pur non ammettendo la responsabilità del delitto, ha risarcito la famiglia di Gelsomina Verde con la somma di 300mila euro. In seguito al risarcimento, la famiglia della vittima ha rinunciato a costituirsi parte civile. Tuttavia, nel dicembre del 2010, Cosimo Di Lauro è stato assolto dall’accusa.

Officina delle Culture: sponsor e obiettivi

La bonifica dell’edificio è stata resa possibile grazie a 55mila euro di sponsorizzazioni private ed a Coppa Adriatica che ha donato 30mila euro di attrezzature. Inoltre, confluiscono in Officina delle Culture tutti i proventi e gli utili delle attività del bene confiscato ed i risparmi che ogni singola realtà coinvolta nel progetto ha investito.I laboratori dell’ Officina delle culture sono composti da una scuola di musica con sala di incisione, una scuola di teatro ed un auditorium aperto al territorio, una comunità alloggio per i minori sorta grazie ad un protocollo con il Dipartimento di Giustizia minorile ed una mostra di foto e quadri. Ad oggi manca la ristrutturazione di ulteriori mille metri quadri dove è intenzione dell’Associazione realizzare un ristorante-pizzeria sociale per creare un’alternativa lavorativa concreta alle piazze di spaccio ed alle proposte allettanti dei modelli malavitosi, consentendo ai ragazzi delle comunità di imparare il mestiere e scegliere se cambiare vita.