Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Occhio al professore! Rottamatori VS Accademici

Occhio al professore! Nella politica italiana ci troviamo di fronte ad un singolare match: rottamatori vs accademici! Il recente dibattito sulla riforma costituzionale del Senato ha innescato, infatti, una lunga coda di polemiche, fino a sfociare in una singolar tenzone tra il Governo, guidato dal “rottamatore” Renzi, ed un gruppo di giuristi e professori universitari (Rodotà, Zagrebelsky, Carlassare ecc.) che hanno criticato la troppa frettolosità con cui si vuole liquidare il bicameralismo perfetto. È paradossale che la discussione pubblica su questo tema si sia configurata e sia stata di conseguenza rappresentata dai media in maniera a dir poco riduttiva, quasi come un banale botta e risposta tra questi due soli soggetti. Lo scontro, inoltre, si inserisce in un contesto dialettico più ampio, quello della frattura che si è consumata, secondo una tematica molto cara ai renziani e che ha accompagnato e favorito l’ascesa politica dello stesso premier, tra le vecchie generazioni di coloro che vogliono tutelare l’ordine costituito e le nuove generazioni di coloro che, invece, sono fautori del cambiamento e dello svecchiamento delle istituzioni.

Posta in questi termini la discussione, si ha quasi l’idea che ci si trovi di fronte ad una sorta di “complesso edipico” in atto nella politica italiana, una rivolta contro il vecchio e stantio baronaggio di un gruppo intellettuale e politico che ha contribuito a provocare l’attuale condizione di crisi nel Paese e che ha bloccato il processo di riforme di cui oggi si ha tanto bisogno. È stato addirittura coniato, in tempi di “politica dello slogan”, il termine “professoroni”, un accrescitivo/dispregiativo usato dai riformisti della prima ora per indicare tutti quei “saccenti” che, in qualità di accademici, presumono di possedere il dono dell’onniscienza e che si sentono per questo in dovere di avanzare critiche su ogni progetto di riforma dello Stato, qualora questo non preveda prima una farraginosa e pedante serie di discussioni e confronti, con il risultato finale di archiviare il tutto e di rimandare il provvedimento alle calende greche.

Appare certamente chiaro come un tale approccio alla questione contenga il rischio di banalizzare e ridicolizzare il vero problema politico che sta alla base e che occorre risolvere, e cioè lo snellimento degli organi istituzionali deputati a legiferare. Se infatti il confronto si riduce ai meri termini di frattura generazionale o di conflitto tra tecnici e politici, tra professori e non professori, si assisterà soltanto a scene che richiamano scherzosamente alla memoria quelle rappresentate nel noto film Ci hai rotto papà, in cui un gruppo di ragazzini, detti gli “Intoccabili”, si ribella con ogni sorta di birbonata al prepotente mondo degli adulti, o la vicenda del sadico professor Vranek, nemico giurato degli studenti, descritta nel libro per ragazzi della scrittrice austriaca Christine Nostlinger, Occhio al professore!.

Se poi, per ragioni di consenso politico, si dà alla riforma del Senato quel carattere di impellenza dettato dalla volontà di esibire il feticcio della “rapidità” e le si attribuisce il valore di un provvedimento volto a ridurre gli sprechi della politica, in tempi di dilagante qualunquismo e di anti-politica, allora tutto questo può costituire un pericolo ancora più grande. Il rischio è quello di compromettere l’equilibrio democratico delle istituzioni.

Il trambusto creato da questa polemica, inoltre, ha posto in secondo piano quello che, a mio avviso, è il punto fondamentale della questione: la necessità di formare, nel caso di una così importante e delicata riforma, una apposita assemblea costituente in grado di avanzare una proposta di legge che ottenga la più ampia condivisione possibile e che ridia centralità al concetto di decisione collegiale. Questa, che può apparire una misura troppo complessa e che necessita di lunghi tempi di realizzazione, non comporta tuttavia, se fatta in modo serio, una rinuncia a cambiare la carta costituzionale che effettivamente appare obsoleta su alcuni punti specifici, ma si tratta di adottare lo stesso provvedimento che fu adottato dal nostro Paese all’indomani del secondo conflitto mondiale, quando, come ora, si sentiva il bisogno di ricomporre una società divisa dando ai cittadini italiani una nuova costituzione, che è tuttora la più bella costituzione al mondo.

– Occhio al professore! Rottamatori VS Accademici –

Print Friendly, PDF & Email