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Eroica Fenice

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Omofobia: il cuore non ha sesso

“Non sono gay, ma vorrei esserlo solo per fare incazzare gli omofobi.”

Kurt Cobain

“Dobbiamo sempre ridicolizzare l’amore e il non troppo originale sforzo di farlo durare nel tempo?” – mi son domandato prima di prendere parte agli eventi contro l’ omofobia che si son tenuti in Piazza Dante e in Piazza Vanvitelli di Napoli il 6 e l’8 dicembre in un clima strano, in un’atmosfera sospesa, aspettando l’annunciato arrivo di un inverno che stava muovendosi fuori e dentro le persone che non comprendevano il significato di quel bacio senza motivo, senza l’accompagnamento di una degna colonna sonora nel sottofondo musicale dell’immaginazione, contro natura.

Scriverò questo articolo da ragazzo a cui piacciono le ragazze ma estraneo all’ omofobia e che non sa neppure come ci è finito in questo mondo, perché questo mondo è, di suo, “alla rovescia”, sgrammaticato, sporco. Scriverò questo articolo come un adolescente a cui la domanda “Che farò da grande?” non trova risposta, consapevole che i veri esami iniziano soltanto oggi. Quindi, lo ammetto, forse non sono la persona più adatta per discutere di omofobia, di “Sentinelle in piedi” e di matrimoni, per adesso, improbabili.

Vi racconterò soltanto un’esperienza della mia non lunghissima vita. Tutto qui, nulla di eccezionale. Racconterò una storia di cattiveria, di volontà, di coraggio, di passione e, indirettamente, di splendidi tramonti anche in una giornata di pioggia.
È successo lunedì… Ho avuto modo di osservare oltre centoventi persone scambiarsi, al di là di qualsiasi orientamento sessuale, opinioni e sorrisi con l’unico obiettivo di combattere la piaga dell’ omofobia che, ogni anno, genera episodi ingiustificati di razzismo e di violenza.
Dopo la lettura di un discorso incisivo e doloroso nel momento in cui è stata ricordata l’aggressione, in pieno stile omofobia, avvenuta poche settimane fa ai danni di una giovane coppia gay, il cerchio umano ha manifestato con un bacio il dissenso e l’indignazione verso ogni atteggiamento che ostenti omofobia, contro ciò che insidia la dignità e il valore civile dell’uomo stesso.
Personalmente dubito sia sufficiente un flash mob per dire “no” all’ omofobia e agli atti vandalici subiti da chi non ha alcuna intenzione provocatoria, da chi, pur non credendo necessariamente in una religione, crede nell’idea che nessuna religione possa vivere l’amore come una colpa.
Bisognerebbe piuttosto prendere consapevolezza che non esistono omosessuali accanto a eterosessuali, ma persone accanto ad altre persone. E, come tali, ciò che ci unisce è molto più di ciò che divide.
La verità è che dobbiamo crearci dei “problemi minori” (anche se “minore”, l’omofobia non lo è, proprio per niente) solo per non pensare a quelli che davvero ci infastidiscono in una vita moderna che ci stressa sempre più, in una gara a chi raggiunge l’obiettivo per primo senza mai valutarne la qualità, in un interminabile “scatto alla risposta” dove la gente, senza capire nulla di quello che cerchiamo di dirle, ascolta solo per ribattere.
Pochi giorni fa, invece, mi son trovato di fronte persone fiere dei propri “sbagli”, persone che mi hanno insegnato che da grande non diventerò un ingegnere o un “rispettabile” avvocato come gli altri pretendono da me, che sfiderò il mio destino per seguire una direzione che, qualunque essa sia, seguirò con tutto il cuore. Pochi giorni fa ho finalmente compreso che siamo già nudi ancor prima di toglierci i vestiti, che chi evita i propri sogni e vive la vita di qualcun altro è già morto dentro e fuori, che esistono cose che non durano il tempo di una sola protesta contro l’omofobia. Ora ho capito che una crisi non in grado di incrementare il prezzo di qualsiasi bacio, in fondo, non è ancora la nostra crisi.
Noi di Eroica Fenice, con la creazione della nuova pagina “Qual è il problema? Il cuore non ha sesso”, cominceremo così, con poche aspettative e senza alcuna pretesa di omologare gli altri al nostro pensiero, domandandoci chi siamo noi “presunti normali” per fermare sentimenti così forti.
“Babbo Natale è gay” è lo slogan che la nostra redazione ha ideato contro l’omofobia, con lo scopo di sottolineare quanto possa essere irrilevante l’orientamento sessuale di un personaggio amato da bambini e adulti se la parola d’ordine è amore.
Ecco, io non so come si possa scrivere di certi sentimenti, ma conosco persone che, pur restando nei loro dubbi, di tanto in tanto ci provano.
Eppure quei respiri che non trovano ossigeno mentre si aspetta una telefonata, lasciano spazio solo a un mare di incertezze che, davanti alla persona “giusta”, perdono tutta la negatività di un suffisso un po’ troppo “in”, tradizionalista.
Insomma, dell’amore so soltanto che parlava di Te anche la bottiglietta abbandonata al bar, quella pioggia scrosciante sui vetri che regala sensazioni, le stelle mentre io cammino. Ogni cosa parla di Te che, molto più di un anello al dito o di un simbolico altare, chiunque avrebbe l’opportunità di sentire davvero a un passo, di Te che sei sbucata per sbaglio dentro la mia vita, che andresti ben oltre un contratto, che sei amore, il mio errore migliore.
Perché a volte sai, sfiorarsi è più bello di toccarsi. Così, con leggerezza, senza farsi male, fissando quegli occhi tristi, con me sorridenti che, non a caso, sono i tuoi…

Perché amare significa soffrire, può voler dire mettere in discussione ogni singola scelta, è sbagliareMa una cosa è certa: io all’Inferno mi vanterò di aver vissuto il Paradiso qui con Te.

-Omofobia: il cuore non ha sesso-