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Eroica Fenice

Ostilità tra scuole: separate sotto lo stesso tetto

Quando la fine di un conflitto non porta al superamento delle ostilità interne il risultato è l’inevitabile frattura tra due realtà che, per questo, nutrono diffidenza l’una nei confronti dell’altra.

È il caso della Bosnia ed Erzegovina, in cui bosniaci e croati ancora non riescono a restare uniti dopo la fine della guerra civile nell’ex-Jugoslavia, iniziata nel 1992 e conclusasi nel 1995, il cui risultato è stato l’inevitabile uccisione di 140 mila vittime, senza contare le violenze subite da 50 mila donne.

Il mezzo più efficace per garantire non solo l’istruzione, ma la stessa educazione civile dei ragazzi dovrebbe essere la scuola, che dal 2003 ha letteralmente diviso i bambini croati da quelli bosniaci, separandoli seppur sotto lo stesso tetto.

Diverso il programma e gli orari, tutto sembra ideato col solo scopo di dividere due identità destinate a non mischiarsi mai. Senza ”imbarazzo” nel mescolare due etnie diverse, in un paese dove la segregazione etnica è viva e non sembra sradicarsi, quello di abolire le scuole separate sembrerebbe addirittura un atto barbarico, associato allo stesso accostamento di “mele e pere”, secondo le parole di Greta Kuna, ministro dell’Educazione per il Cantone Centrale.

È proprio per questo motivo che dal 2009 in queste scuole opera l’associazione “The genesis project”, fondata nel 1996, in continua lotta contro le antiche convenzioni e con la missione di inculcare a bambini ignari il senso dell’unione con altre etnie con cui nulla condividono e di cui nulla conoscono.

Interessati al superamento di barriere fino ad ora troppo alte, gli stessi genitori premono per migliorare il funzionamento dell’associazione, che opera in sedici scuole del Cantone Centrale della Federazione della Bosnia ed Erzegovina, ma che, nonostante gli sviluppi, ancora non vede la realizzazione di un sogno che consiste nel semplice tornare ad un tempo passato, dove un’unica scuola esisteva per tutti e sotto un’unica denominazione tutti erano uguali.

Ancora oggi, nonostante la legge permetta la modifica del programma scolastico solo fino al 20%, in realtà l’istruzione delle due scuole che condividono lo stesso edificio è completamente differente, e guai se così non fosse, resa tale da chi permette una scissione tanto grave quanto profonda. I primi a metterla in atto sono stati i presidi delle scuole, che con sdegno rifiutano di lasciare nella stessa stanza alunni di etnie diverse.

“Salvaguardia dell’identità nazionale”: questo il nome dato alla celata segregazione etnica. Venti anni sono passati dalla fine di una guerra che non ha risparmiato vittime, eppure la sua eco non è ancora lontana.

Ostilità tra scuole: separate sotto lo stesso tetto

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