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Eroica Fenice

Ostreopsis ovata, una microalga tossica in Italia

Negli ultimi anni nei litorali italiani è stata rilevata la presenza di Ostreopsis ovata, una microalga tossica presente nel Mediterraneo già dagli anni ’70. Questo organismo si sviluppa principalmente su alghe rosse e brune, anche se è possibile ritrovarlo su alghe verdi, animali e substrati rocciosi e nelle pozze di marea. In alcuni momenti dell’anno questo organismo raggiunge concentrazioni elevate producendo delle fioriture spesso visibili anche ad occhio nudo: in superficie o in sospensione come schiume o muchi di colore marrone e sott’acqua come mucillagini o pellicole brunastre sul substrato o nella colonna d’acqua. Altro fenomeno visibile sono i segni di sofferenza negli organismi animali.
I sintomi dovuti all’esposizione della tossina prodotta dall’alga tossica sono quelli dell’influenza (febbre alta, tosse, cefalea, nausea e/o vomito, rinorrea) e di irritazione cutanea. I malesseri per contatto e inalazione della tossina prodotta dall’Ostreopsis sono temporanei, compaiono dopo poche ore dall’esposizione e regrediscono spontaneamente senza gravi complicazioni.

Ostreopsis ovata e i casi di intossicazione

L’Osservatorio Regionale per la Sicurezza Alimentare della Campania (O.R.S.A.) spiega come un altro rischio associato alle fioriture di Ostreopsis è l’intossicazione alimentare, in quanto organismi come cozze e ricci possono essere contaminati dalla tossina e, se ingeriti dall’uomo, possono causare una sindrome che, oltre ai sintomi simili a quelli dovuti all’inalazione della sostanza tossica, comporta crampi muscolari, insensibilità delle mani e dei piedi, ed aritmia cardiaca.

Il dott. Davide Di Cioccio, collaboratore del progetto Ostreopsis della Regione Campania presso la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, ci spiega come il “nostro mare” viene monitorato costantemente durante i mesi estivi ed autunnali che sono i periodo più “caldi” per le fioriture di Ostreopsis.

Dal 2007, l’ARPA Campania e la Stazione Zoologica Anton Dohrn effettuano il monitoraggio delle fioriture di Ostreopsis sul litorale campano, in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno ed il Dipartimento di Chimica e delle Sostanze Naturali dell’università Federico II. In particolare la SZN compie attività di ricerca monitorando lo sviluppo delle fioriture nella Area Marina Protetta di Gaiola e a Rocce Verdi, nei pressi di Posillipo: in queste zone del Golfo infatti sono state riscontrate le più alte concentrazioni di Ostreopsis della costa campana. Le aree oggetto di studio inoltre sono altamente frequentate da bagnanti nei mesi estivi, nonostante ad oggi non siano mai stati riportati sintomi di malessere riconducibili alle fioriture di Ostreopsis.
Per fare chiarezza su questo fenomeno lo scorso 25 luglio si è tenuto un incontro aperto al pubblico presso il Centro Studi Interdisciplinari Gaiola ONLUS, in collaborazione con la Stazione Zoologica Anton Dohrn.
Durante l’incontro sono stati affrontati gli allarmismi dei media osservando le caratteristiche di questo microrganismo, la sua distribuzione geografica, gli aspetti legati alla salute il monitoraggio della campania ed è stato inoltre possibile visionare l’alga al microscopio. C’è stata buona partecipazione dei bagnanti che sono intervenuti al dibattito, per capire quali sono i rischi e come prevenirli.
È stato spiegato inoltre come con i campionamenti effettuati settimanalmente, dalla SZN, e quelli bisettimanali, effettuati dall’A.R.P.A.C. su tutta la costa campana, saranno attivati tutti i provvedimenti cautelativi a protezione dei fruitori delle aree dove è presente questa microalga.

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