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Eroica Fenice

Partita Italia-Inghilterra: recensioni di famiglia

Avete presente la pubblicità della Nutella? Quella con tutta la famiglia riunita a guardare la partita? Bene: immaginateci così! Io, mia madre, le mie sorelle, mia zia, mia cugina e mio cugino, solo un po’ più scomposti. Quando ti ricapiterà di poter sentire bussare al campanello all’1:30 senza morire di paura? Uno dopo l’altro la camera da letto di mia madre, dove c’è la televisione più grande, si è riempita di gente inaspettata e un po’ assonnata accampata alla buona chi per terra, chi arrotolato sul letto, chi sulle sedie, e dopo 5 minuti non si capiva più niente…

Mia zia ha esordito in modo soft, facendoci saltare, al suo ingresso, con uno squillo di fischietto: “Ma avete messo la bandiera al contrario! Il rosso non è dalla parte giusta! Me ne sono accorta da giù! Eh bisogna sistemarla, se no…!”. Tutti a darle ragione: non sia mai tenere la bandiera al contrario! E se portasse anche male? E nel bel mezzo di queste osservazioni ecco che in campo c’è un parapiglia, la partita si ferma, un uomo a terra, tutti a soccorrelo e noi da casa che non capivamo niente: “Ma che è stato? Ma chi c’è a terra? Ma è uno dei nostri? Ma si è infortunato? Ma gli inglesi giocano in 10? Ma quando è successo questo fallo?” E ci sporgevamo per guardare come se potessimo modificare la visuale della telecamera o fossimo lì sugli spalti. Quando abbiamo scoperto che in realtà era il fisioterapista che si era fatto male, lo confesso, non ho potuto contenere l’ilarità: “Ma come? Il fisioterapista a terra?! E chi gli ha fatto niente? E mò chi li cura i calciatori?”.

E mi sono data il La per una serie di commenti: “Ma questa partita è proprio una casa caruta [=è paragonabile per inadeguatezza a un palazzo che collassi su se stesso fatiscente]! Il portiere deve massaggiare i crampi, il campo che da un lato ha la sezione dedicata alle patate e alle cipolle, l’arbitro che ha le turbe infantili e gioca con la schiuma da barba pensando di stare a carnevale, il tabellone che non funziona…”

Poi l’atmosfera ha iniziato a riscaldarsi: finta di Pirlo, passaggio, tiro e…quando il pallone si avvicina pericolosamente alla rete si spegne la televisione…! Urla su urla, secondo me si era stancata di sentirci… “Goal! Goal!! … Ma era goal?? Ma è entrata??”.

Sospensione. Il segnale torna sul replay, la palla tocca la rete, fuori urlano: “Allora è goal“! Seconda razione di urla; mia madre va a cercare le bombolette nel ripostiglio, ma…un’ombra scende nera sulla partita: lugubre mia zia nel silenzio sentenzia: “Eh ma mò si ammosciano…l’Italia fa sempre così: appena segna, si rilassa e si fa fare goal”. Dopo 2 minuti esatti l’Inghilterra segna. Torna mia madre dal ripostiglio con della polvere in testa senza bombolette…quella polvere da dove usciva? Ormai, casa mia è il mortorio. Ma Balotelli recupera! Entusiasmo, giubilo, mia madre torna alla ricerca nel ripostiglio delle bombolette, e mia zia di nuovo con la stessa frase…e a quel punto si alza un coro di protesta: “‘A zj’ p ppiacer nun purta’ seccia! [=Zia, per favore, non essere funesta come un uccello del malaugurio!”

Siamo alle ultime battute: il macellaio massaggia un giocatore che urla per un crampo, i pantaloncini, zuppi di sudore si incollano ai fondoschiena, Prandelli procede ai cambi: fuori Balotelli. Ti aspetti che al posto di quel colosso debba entrare come minimo Hulk…e chi vedi avanzare? Immobile. Ciro! Ma al di là del tifo per essere uno di casa nostra, pensi: “Andiamo bene! Ma potrà mai correre avanti e indietro uno che si chiama Immobile?”. Finalmente siamo al novantesimo. Il commentatore, che aveva cominciato il conto alla rovescia dal quarantacinquesimo, annuncia “mancano solo 5 minuti di recupero”; le bestemmie contro l’arbitro si sprecano: “E ti sembrano pochi? Alla faccia del bicarbonato! Qualche minuto in più non lo sapevi dare?”. La tensione è alle stelle: mia zia collassata su di me, perché lo stress emotivo era troppo e non poteva guardare, imprecazioni ad ogni accenno di attacco inglese, un coro di “E che diamine, fischia! E vuoi fischiare?? E quando finisce?! E quanto manca??”. Quando arriva il fischio finale siamo sudati anche noi.

 L’Italia vince, tutti siamo contenti, mia madre ci intima di sposare un calciatore, mia zia crolla per il sonno e io sono qui a raccontarvelo e sono felice di poterlo fare con un certo umorismo dissacrante perché tanto, ormai, l’Italia ha vinto.

-Partita Italia-Inghilterra: recensioni di famiglia-