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Eroica Fenice

Politica e partenogenesi di leader

Politica e leadership sono da sempre un binomio comune ad ogni forma di potere e di ordinamento statale. La stessa prassi democratica si fonda sulla periodica alternanza di figure a cui di volta in volta è demandato, in seguito ad una votazione, il compito di governare. Essa prevede inoltre che la scelta dei leader sia affidata alla dialettica interna ai partiti, ognuno espressione degli interessi di gruppi sociali omogenei e di una visione ideologica della politica stessa e della realtà in generale.

Tuttavia, la fase di post-ideologismo, come è stata da molti definita, che stiamo vivendo e la crisi che da anni ormai imperversa hanno di fatto modificato anche i meccanismi che prima regolavano la scelta e l’alternanza delle figure politiche a cui assegnare un incarico di leadership. Mentre infatti in passato nella figura del leader, oltre all’aspetto carismatico che tale figura deve possedere, era posta in risalto la marca ideologica di cui era portatrice e tale marca assicurava anche una certa continuità nell’azione e nel tempo, oggi assistiamo invece ad una vorticosa fase di ricambio, in cui l’accento è posto soprattutto sugli aspetti carismatici e sulla più o meno realizzabilità delle proposte politiche avanzate, più che sul portato ideologico.

Tale fase di liquidità, per così dire, è comune ormai anche all’elettorato che, come si è visto nelle più recenti occasioni di voto, cambia con molta facilità orientamento, basandosi più sulla fiducia che i vari leader infondono e sul ricettario politico da essi proposto (non senza una diffusa e trasversale demagogia) che sulla loro appartenenza ideologica.

La rapida ascesa e la conseguente e altrettanto rapida caduta di leader politici, a cui abbiamo assistito negli ultimi tempi in una sorta di continuo processo di partenogenesi interno ad ogni forza o movimento, appare come una fase di riassestamento generale nella vita politica italiana, verificatosi in seguito e in conseguenza della presunta fine del berlusconismo. Il lascito però del periodo che ci siamo lasciati alle spalle non è certamente dei migliori e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. L’affermazione di una figura carismatica in grado di guidare il Paese e di governare stabilmente dipende ormai dalla “appetibilità” delle ricette avanzate per combattere la crisi e il calo di fiducia generale nelle istituzioni e da una crescente demagogia che spesso cavalca lo stato di frustrazione e pessimismo largamente imperante, il tutto in un triste valzer di scommesse e puntate al ribasso sulla possibilità da parte del nostro Paese di uscire dalla crisi e sulla più o meno rapida caduta del governo e del leader di turno.

-Politica e partenogenesi di leader-         

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