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Eroica Fenice

Port’Alba: tramonto o ri – nascita?

Anche la cultura della resistenza perisce. Port’Alba, piccola oasi partenopea del libro, viene privata dei suoi storici banchi, porto dei libri “sepolti” e della cultura a basso costo.
Quanto ha causato lo smantellamento dei banchi è noto: multe salatissime da parte della polizia municipale giustificate dall’ occupazione abusiva del suolo pubblico, che hanno inevitabilmente costretto i librai ad assecondare il volere dell’autorità, nonché della legge.
La Port’Alba del dopo, di questi giorni, è l’emblema della desolazione, una strada depredata da un “barbaro”, ma in terra non straniera.

La sua storia ed esistenza è stata da sempre legittimata da chi vi si è recato e ne ha fatto un rifugio. Port’ Alba non è solo la strada dei libri, ma è anche il posto in cui, prima che le storiche librerie come Guida e Pironti perissero, si è da sempre cercato di sfuggire alla crisi del mercato del libro, prima ancora che il libro vi fosse trascinato. In una città abituata a resistere, Port’Alba è stato una delle tante forme di resistenza alle minacce quotidiane.

Sulla legittimità delle multe e delle contraddizioni. «Ci siamo limitati ad applicare la legge.» Questa la risposta della polizia municipale dopo il blitz del libro, un’affermazione legittimata dalla legge, certo, a meno che non si provi a passare per Port’Alba soprattutto di notte, quando la strada si trasforma in area parking abusiva, abusiva quanto risulta per la legge la presenza dei libri. Ci si è limitati ad applicare l’abusivismo, come lo si applica in molte altre aree della città. E tutto in sintonia perfetta con ciò che Napoli è diventata negli ultimi 5 anni: una città in cui camminare sui marciapiedi è ormai uno slalom ai tavolini del mille mila bar che hanno sostituito buona parte degli esercizi commerciali. Con spritz e salatini, con sedie e poltroncine, sì che si può occupare il suolo pubblico.

Resistere e non desistere. Facebook è stato ed è in questi giorni il tramite privilegiato di chi difende la sopravvivenza e la storia di Port’ Alba e lo fa con la voce del social. Perché se l’amministrazione mostra indifferenza e sordità, tutti quelli che sono stati i passanti che negli anni hanno popolato Port’ Alba difendono il diritto a tornarci, per cercare ed “incontrare” nuovi libri. Che il suolo pubblico di Port’Alba sia occupato dalle bancarelle dei libri è una delle iniziative promosse sul web, con cui è possibile firmare una petizione che serva a concedere nuovamente il posto ai libri e senza il ricorso a sanzioni e con un’autorizzazione che sia riconosciuta dal comune. Accanto a questa segnaliamo un’ altro evento “Catena umana”, cui prenderanno parte quanti ritengono ingiuste le misure intraprese e intendono rivendicare, dopo il tramonto, la rinascita di Port Alba.

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