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Eroica Fenice

Cardiologo Giovanni Ciccarelli

Giovanni Ciccarelli: Premiato cardiologo all’estero, torna a Napoli da precario

Giovanni Ciccarelli è un premiato cardiologo che, dopo la laurea conseguita con 110 e lode all’Università Vanvitelli di Napoli, ha intrapreso una brillante carriera all’estero. Mancava poco alla conquista del tanto ambito contratto a tempo indeterminato, quando ha deciso di far ritorno a Napoli.

Il medico ha vissuto per due anni in Belgio con la sua attuale moglie, una neurologa napoletana. Qui ha avuto l’opportunità di lavorare in grandi centri di ricerca e condurre uno studio sulla diagnostica delle stenosi coronariche che gli è valsa lo Young Investigator Award, un riconoscimento ricevuto a Barcellona che lo qualifica nel suo settore come il migliore al mondo, tra gli under 30.
Il cardiologo napoletano ha vinto in competizione con un giapponese, un inglese e un olandese, portando in alto l’orgoglio della patria Italia.

Proprio quando la carriera sembrava aver preso il volo, constatate le numerose opportunità di crescita e di lavoro che altri Paesi esteri avrebbero potuto offrirgli, il dottor Ciccarelli ha fatto la sua scelta: ritornare in Italia e trasferirsi proprio a Napoli, rifiutando anche la proposta di restare al Cardiovascular Center di Allst, struttura molto ambita presso la quale aveva completato la sua formazione di specialista in emodinamica.

Da lavoratori affermati a precari. La storia di Giovanni Ciccarelli

Giovanni Ciccarelli e sua moglie Francesca credono nella loro amata terra, così accettano compromessi e sacrifici. Lui è indirizzato verso il settore del privato, dove riceverà un contratto a tempo determinato, in attesa del concorso per lavorare nel settore pubblico; lei, neurologa, lavorerà al Secondo Policlinico nell’unico ambulatorio di Epilessia presente a Napoli, ma da precaria.
In attesa di un incarico definitivo, i due non sono spaventati, in quanto consapevoli della loro scelta, una scelta dettata da ben pochi interessi personali rispetto alla voglia di dare un contributo concreto alla nostra terra.

In un’intervista Giovanni Ciccarelli ha affermato: «Io devo e voglio credere nella mia terra, e voglio dare il mio contributo. Quando sento parlare male della sanità napoletana o campana ci soffro perché so che qui ci sono medici bravissimi e strutture che possono funzionare bene, se messe in condizione di farlo. Andarsene non sarebbe giusto».

Fuga di cervelli

La mobilità degli studiosi è un fenomeno comune fin dagli albori delle università e di per sé un fattore di arricchimento culturale e professionale, perché la ricerca non conosce frontiere. Il problema nasce quando il saldo tra gli studiosi che lasciano un Paese e quelli che vi ritornano o vi si trasferiscono è negativo.

La fuga dei cervelli è un fenomeno sempre più frequente: un po’ come la fuga dei capitali, esso fa riferimento al capitale umano costituito da giovani eccellenze, uomini e donne laureati e con ottime capacità,  che espatriano in cerca di lavoro. A volte la migrazione di neo laureati e neo dottorati si presenta come conditio sine qua non le giovani menti riuscirebbero a realizzarsi. Qui le testimonianze di giovani che ora vivono e lavorano all’estero, e le loro considerazioni sulla situazione italiana.

La scelta del cardiologo napoletano: a volte ritornano

Quello del cardiologo Ciccarelli non è il primo caso di un giovane considerato folle perché rimpatriato, dopo varie esperienze e titoli conseguiti all’estero. Si tratta di scelte spesso azzardate dal punto di vista esclusivamente lavorativo per chi è in cerca di stabilità, ma che mostrano con l’esempio di credere di più nella possibilità di un reale cambiamento. L’Italia non può che beneficiare del contributo dato da cittadini come questi.

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