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Eroica Fenice

Prostituta transessuale sgozzata a Fuorigrotta

Prostituta transessuale sgozzata a Fuorigrotta

È stato rinvenuto in un’automobile a viale Giochi del Mediterraneo a Fuorigrotta, quartiere di Napoli, il cadavere di una prostituta transessuale, sgozzata nella notte tra sabato e domenica 13 marzo.

La transessuale sessantacinquenne nota alla comunità con i nomi di Piccola Ketty o Simonetta, all’anagrafe Salvatore Piscopo, è stata uccisa nella sua auto in seguito ad una lite con un cliente.
A rinvenire il cadavere è stato un gruppo di 3 ragazzi che percorreva lo stradone, abitualmente frequentato da prostitute transessuali. I giovani raccontano di aver visto un’automobile allontanarsi di corsa dal luogo in cui è stata rinvenuta l’automobile della donna.

L’assassino della prostituta transessuale è un giovane con problemi psichiatrici

In un primo momento, era stata ipotizzata dalle Forze dell’Ordine una rapina finita male.
Successivamente è stato segnalato al Commissariato di Polizia di Pozzuoli un episodio sospetto, che ha fatto sì che gli agenti rivedessero la prima ipotesi.
Una donna si è presentata al Commissariato con suo figlio che, rincasato la sera prima in stato confusionale e con i vestiti macchiati di sangue, sosteneva di aver avuto un tamponamento stradale con la propria auto, la cui descrizione combaciava con quella fornita dai ragazzi che avevano rinvenuto il cadavere della prostituta.
Messo alle strette, il giovane ha confessato l’omicidio. Si tratta di un trentenne con problemi psichiatrici, in cura presso il centro Asl di igiene mentale e uno psicologo privato.
Per il ragazzo, è scattato il fermo e sono stati disposti ulteriori rilievi e accertamenti sugli abiti sporchi di sangue e sull’automobile utilizzata per scappare dal luogo dell’omicidio. Nel frattempo, si indagano i motivi che abbiano spinto l’assassino alla violenza.

L’intervista a Loredana Russo, un’amica della prostituta transessuale uccisa

Indignata la comunità transessuale napoletana, che chiede giustizia e maggiori tutele verso chi, esponendosi ogni notte sul marciapiede, ogni notte rischia la vita. Si è tenuto a riguardo un sit-in di fronte a Palazzo San Giacomo lunedì 14 marzo.
Loredana Russo,
transessuale napoletana amica della vittima e vice-presidente dell’Associazione Transessuali Napoletani, si batte da anni per il sostegno delle istituzioni e per le problematiche lavorative che toccano il mondo transgender.

“Sono troppe le transessuali senza fissa dimora che, per cause maggiori, finiscono sul marciapiede. Troppo diffuso il pregiudizio che associa le transessuali al sesso a pagamento, la prostituzione è quasi una tappa obbligatoria. Sono vent’anni che chiedo una casa di accoglienza per transessuali e maggiori tutele sul lavoro, niente da fare.” dichiara Loredana Russo in un’intervista per ReteNews24.
Ciò che traspare come una vera necessità dai tragici avvenimenti recenti è una maggiore attenzione da parte delle istituzioni verso il torbido mondo della prostituzione. Condannare e puntare il dito non risolverà il problema.