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Eroica Fenice

Prostituzione: ricchezza nel business del sesso

Prostituzione: argomento scottante che suscita sgomento al sol parlarne, ma forse ciò che davvero stupirebbe sarebbe il non trattarlo affatto.

Esistono nel mondo tanti tipi di prostituzione la quale viene debellata come strumento di sfruttamento di esseri umani, divenuti merce nelle mani di uomini senza scrupoli che si nutrono di denaro e cinismo.

Eppure non sempre è così. Il vero e proprio business del sesso non sembra essere sempre nelle mani di coloro che sfruttano ragazze bisognose, ma, a volte, succede che siano le stesse ragazze a ricercare ed accettare tale “professione”.

In Spagna, in cui il fenomeno della prostituzione è cresciuto, tra il 2013 e il 2014, del 7%, è nata ed è in sviluppo una vera e propria cooperativa di studentesse, Jovenes69, che ricorrono a soluzioni drastiche per far fronte alla crisi spagnola, scoppiata nel 2009. Le giovani studentesse, però, non sono le sole ad aggrapparsi ad un’alternativa tanto facile quanto fruttuosa, ma anche ex prostitute, donne di famiglia che ricorrono al loro vecchio lavoro per poter pagare tasse esorbitanti e permettere un livello di vita medio alla propria famiglia.

Sono proprio queste donne, quelle con più esperienza, che hanno organizzato, su richiesta di numerose ragazze che chiedevano consigli su come iniziare tale “professione”, veri e propri corsi di prostituzione.

Seppur molte siano le donne soddisfatte del loro presunto lavoro, molte sono, invece, le ragazze che ricorrono a tali soluzioni solo per uscire da una crisi devastante che molte volte le mette a confronto con realtà a cui non vorrebbero approcciarsi.

Benché il numero di uomini, ma anche ragazzi, spagnoli che hanno incontrato almeno una prostituta, sia sempre più in aumento la Spagna non rappresenta l’unico luogo in cui il business del sesso è tanto radicato.

Sono soprattutto studentesse le ragazze degli Stati Uniti che ricorrono al sito “SeekingArrangement.com” sotto la categoria di Sugarbabies, i cui incontri con uno “Sugardaddy”, di età non inferiore ai quarant’anni, hanno un prezzo fisso che può coincidere con la stessa retta universitaria. Molti sono gli studenti statunitensi che hanno, nei confronti dell’Università, debiti che sfiorano i 33mila dollari, e ancora di più sono quelli che si affidano al sito che, ufficialmente, non prevede prestazioni sessuali da parte delle ragazze nei confronti del partner, naturalmente benestante, ma solo innocente compagnia e lussuosi viaggi che in via ufficiosa sfociano in uno spudorato marketing sessuale.

Non si creda che tale realtà non sfiori l’Italia nella quale hanno attecchito vari siti di incontri in cui la figura di “Sugardaddy” viene tradotta anche con “papi”.

Ed è anche in Italia che è sfociato il mito delle baby-squillo, non per forza riguardante solo ragazzine, ma anche ragazzini che incontrano uomini maturi per poter far fronte ai problemi economici della famiglia…o solo per permettersi una vita più agiata. C’è chi lo chiama scherzo e chi dello scherzo fa un lusso, una scelta che in realtà è costrizione in una società ricca che aliena tutti coloro che non fanno parte della schiera di persone che può permettersi uno smodato stile di vita, all’insegna dei valori materiali su quelli morali.

Tuttavia il problema della prostituzione di per sé è basato principalmente sullo sfruttamento di corpi e sul proliferare di cadaveri di giovani donne le quali, non obbligate da terzi e nemmeno dalla società stessa, potrebbero scegliere liberamente la propria professione, anche di prostituta, con tutti i diritti che spettano ai lavoratori, evitando finalmente lo sfruttamento e il mercato dei corpi.

Prostituzione: ricchezza nel business del sesso

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