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RE-PROG, il primo nuovo raduno alla BAM!

Dall’idea di un gruppo di amici accomunati  dalla passione per il genere prog, la BAM! a Sapri (SA) ospiterà RE-PROG: il primo nuovo raduno di musica progressiva in campania. Il 27 giugno 2015 si esibiranno: Barnum’s Freak e Zion da Napoli, il gruppo salernitano Connie e le visioni sonore progressiveLocus Amoenus provenienti da Avellino e True-O-Matic gruppo di Nocera Inferiore.

Come spiega Tony Guerrieri, uno degli organizzatori, nonché bassista del gruppo Mobius Project, RE-PROG ha come obiettivo di rilanciare e ridare linfa al movimento progressivo che negli anni settanta ha permesso di conoscere artisti del calibro degli Osanna, Balletto di bronzo, Alan Sorrenti ed altri. Un genere musicale che negli ultimi decenni si è come assopito o che si è rintanato nelle cantine e nelle soffitte, da dove ormai molti gruppi non escono più.

Organizzare RE-PROG presso la BAM! ha sicuramente i suoi vantaggi, ovvero:  la limitazione totale dei costi e la possibilità degli organizzatori di rendere il raduno autogestito e totalmente indipendente .

“Fin da subito l’adesione è stata alta, nonostante i gruppi siano a conoscenza di un cachet non assicurato, proprio perché hanno capito lo spirito che ha portato a rendere realtà RE-PROG”, spiega Tony Guerrieri che tiene a precisare come l’impegno e il lavoro sia stato grande, ma tutto reso possibile assieme a Francesco Cimminiello bassista degli Zion e con Sergio Vasetti tastierista degli Barnum’s Freak.

Emerge che nelle conversazioni è difficile sentir dire “A me piace il prog” anche se in egual modo si fa riferimento ad artisti che facevano e\o fanno ancora parte della sfera del progressive. Volendo mettere un po’ di ordine con Francesco Cimminiello, soprattutto prendendo in considerazione la nascita continua di gruppi emergenti che si dedicano al prog, quali criteri sono stati adottati per definire l’appartenenza al RE-PROG e quali difficoltà presenta riuscire a radunare gruppi che si dedicano a questo genere musicale?

La nascita del progressive rock non coincide con un anno preciso e bisogna sempre ricordare che all’inizio questo genere veniva semplicemente definito “pop” per distinguerlo dalla musica colta. Ad ogni modo il progressive rock nasce proprio dalla musica classica e dal jazz, quando alla fine degli anni sessanta nacquero alcuni “complessi” che, spinti dalle case discografiche, eseguivano composizioni di musica classica in chiave rock (procol harum). Poi altre band inglesi più creative ed originali, come i King Crimson o gli Yes, iniziarono a creare musica inedita su quegli stilemi, e cioè composizioni lunghe in forma di “suite”, suonate di seguito, arrangiamenti complessi, ampio uso di tastiere (anche elettroniche di nuova generazione come i sintetizzatori moog), tematiche fantascientifiche, futuristiche.
La difficoltà principale nell’organizzare un raduno/concerto come il RE-PROG è stata domandarsi se questo tipo di rock fosse ancora vivo e vegeto e se avesse ancora un seguito.
Greg Lake sostiene che il progressive rock è semplicemente il rock europeo (distinto dal rock americano come il blues, il country) e, una volta nato, non finirà mai.

Osservando il mondo del cosiddetto rock progressive, ci si ritrova spesso ad ascoltare artisti che risolvono le loro articolate melodie con soluzioni legate fin troppo al passato. Secondo voi, organizzatori oltre che musicisti per RE-PROG, per quale ragione è così difficile riuscire a farsi ascoltare dal pubblico senza, a conti fatti, essere etichettati come il surrogato di una ricerca verso una nuova avanguardia?

Siamo sempre portati ad etichettare qualcosa che assimiliamo, è normale, a volte è considerato scomodo perchè poi ci si intrappola in qualcosa che magari ci sta stretto, però a volte l’etichetta non è una gabbia ma una struttura che permette di muoversi in un percorso sicuro. Nel progressive ci sono principalmente due correnti, quella che strizza l’occhio al passato e quella che guarda al futuro quindi cercando di svincolarsi da cose già fatte, l’originalità assoluta è comunque un’utopia e l’importante è produrre la musica che con passione vogliamo suonare.

Mainstreem, underground, ricercato, radical, sono solo pochi dei tanti marchi che cercano di includere il prog in camere a tenuta stagna che spesso soffocano gli artisti ed omologano il pubblico. Come può oggi un musicista di rock progressive emergere a tal punto da farsi riconoscere per la propria identità e non cadere nel bizzarro vortice di mode e didascaliche definizioni?

Facendo musica col cuore e credendo fino in fondo in quello che si fa perché quando fai musica con convinzione e passione la trasmetti a chi ti ascolta. In fin dei conti l’importante è emozionare l’ascoltatore facendo buona musica.

Alla luce di quanto detto ed avendo ascoltato i nomi in programma, verso quali orizzonti si cerca di puntare organizzando un raduno di tale portata, ovvero è il principio di un percorso oppure è solo la voglia di incontrarsi tra appartenenti alla stessa specie?

RE-PROG è sicuramente il principio di un percorso, e noi in qualità di organizzatori e partecipanti speriamo di crescere sempre più.

RE – PROG, il primo nuovo raduno alla BAM!