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Eroica Fenice

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Reddito per tutti: in Campania parte la battaglia

Da qualche settimana in Campania è partita la raccolta firme per presentare la legge di iniziativa popolare per l’istituzione del reddito minimo garantito.

La proposta partita da sindacati di base, centri sociali, movimenti e associazioni prevederebbe l’erogazione di 583 euro al mese a tutti i singoli, residenti in Campania da almeno 12 mesi, con un reddito personale imponibile inferiore a 7.500 euro e qualora gli stessi siano componenti di nuclei familiari con una soglia media ISEE di 21.265,87 euro nell’anno precedente la presentazione della domanda.

Una misura necessaria ad arginare la crisi economica che da 7 anni riduce le vite dei più a precarietà, disoccupazione e crescenti difficoltà economiche. Una proposta di legge che potrebbe essere quel volano per rendere libere tantissime persone dal lavoro nero, dalla povertà e dal ricatto della camorra. Con una misura del genere, perché qualcuno dovrebbe accettare di lavorare per tre euro all’ora? Perché qualcuno dovrebbe andare a cercare lavoro tra la malavita?

Reddito minimo garantito, vera forma di sicurezza sociale 

A chi per anni ha fatto credere che la “sicurezza” fosse l’incremento della polizia per strada e l’emarginazione del migrante, i movimenti e i promotori di questa proposta rispondono che per essere sicuri sono necessarie forme che garantiscano dignità e un domani migliore. Come dargli torto. Per presentare la proposta di legge sono necessarie 10mila firme e in tutta la regione, a macchia d’olio, si stanno diffondendo iniziative di sensibilizzazione e di raccolta firme. Il 28 novembre durante il corteo per l’acqua bene comune contro la legge regionale del Governo De Luca che mira a privatizzare l’acqua, nonostante la vittoria dei referendum del giugno 2011, il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris ha firmato a favore della legge regionale di iniziativa popolare per l’istituzione del reddito minimo garantito.

Il giorno prima al Jarmusch Club di Caserta, le Camere del Lavoro Autonomo e Precario avevano organizzato un aperitivo sociale per raccogliere le firme e per alimentare il dibattito intorno alla legge, proiettando anche l’intervista congiunta a Maurzio Landini [FIOM], Peppe Allegri [BIN] e Elena Monticelli [ACT]A Benevento, sin dall’inizio della raccolta firme, l’Asilo31 sta riempendo di banchetti e di iniziative la città, oggi sono partiti i banchetti a Scafati promossi da ACT, invece, ieri ad Avellino si è costituito il comitato provinciale.

In una Campania martoriata dalla crisi, tante soggettività che da anni la combattono hanno deciso di mettersi insieme e passare dal “fronte dei no” alla costruzione di una proposta reale di cambiamento delle condizioni di chi vive tra l’Appennino e il Vesuvio. Sembra essere davvero la volta buona in cui si delinea una proposta per uscire dalla crisi, sperando che le istituzioni non si mettano ancora di traverso, sperando che per una volta ascoltino chi la crisi la subisce e non chi l’ha creata.