Seguici e condividi:

Eroica Fenice

idrogeologico

Il rischio idrogeologico in Italia

Il problema del rischio idrogeologico è tornato in auge nelle ultime settimane a causa dei recenti accadimenti che hanno coinvolto Genova.

Negli ultimi anni si è riscontrato un aumento dei fenomeni catastrofici come frane e allagamenti, vere e proprie scie di distruzione attraverso le città del Belpaese. Tutti quelli che hanno almeno 20-25 anni ricorderanno l’episodio di Sarno del 1998, una delle più grandi alluvioni degli ultimi anni. Dopo quell’evento la Protezione Civile svolse un’indagine per conoscere le altre situazioni a rischio idrogeologico nel nostro Paese, da cui emerse che tutta la penisola italiana era ed è tutt’ora, percorsa da nord a sud da luoghi dove è possibile che accada una frana o un’alluvione.

I numeri  forniti da Legambiente riguardo il rischio idrogeologico negli ultimi anni sono eloquenti: quasi il 70% dei comuni italiani si trova in una potenziale situazione di rischio idrogeologico; dal 1900 ad oggi sono circa 10’000 i morti e 350’000 i senza tetto; quasi mezzo milione le frane avvenute in Italia dal 1900 ad oggi riconducibili a problemi idrogeologici.

Quando si parla di rischio idrogeologico o dissesto idrogeologico ci si riferisce a dei fenomeni ben precisi che hanno in comune con la natura, spesso, solo la goccia che fa traboccare il vaso. Con rischio idrogeologico si indica la probabilità che accada un fenomeno catastrofico come un’ alluvione o una frana legata a un evento naturale di portata straordinaria come una serie di forti piogge o nevicate e che queste attraverso lo straripamento dei fiumi e il trascinamento di detriti, provochi danni a persone, cose e all’ambiente stesso.

La Campania è una delle regioni più a rischio idrogeologico. Il territorio campano è una terra relativamente giovane che ha subito nel tempo grandi sconvolgimenti dal punto di vista morfologico, così come tutti i reati in materia ambientale che lo hanno sconvolto in questi anni. Online, alla portata di tutti, la Regione ha reso disponibili le documentazioni riguardanti le possibilità di frane e alluvioni di tutti i suoi comuni.

Come per la maggior parte dei mali prevenire è meglio che curare. La prevenzione in campo idrogeologico può essere data dalla sinergia tra vari fattori. In primo luogo la lotta all’abusivismo edilizio e il seguire attentamente il piano regolatore della città quando si decide di costruire una nuova opera architettonica, che si tratti di un ponte o di un edificio, vanno rispettati i vincoli del piano. Una delle cause dell’alluvione di Genova è stata la presenza di opere architettoniche, come passaggi e ponti, che hanno impedito alle acque di canali e fiumare di scorrere agilmente ed ottenendo, quindi, il risultato che è stato sotto l’occhio di tutti negli ultimi giorni; da questo si trae il secondo punto cioè il bisogno di  monitorare e seguire i corsi d’acqua a rischio, favorendone il corso naturale ed evitando di farli “soffrire” costringendoli in argini che non gli sono congeniali. Una lotta attiva agli incendi boschivi e agli illeciti ambientali con una politica mirata alla salvaguardia dell’ambiente costituisce il terzo punto; la mancanza di alberi, che con le proprie radici tengono il terreno compatto, pone le basi affinché un domani lì dove il terreno intriso d’acqua non abbia più un argine, inizia  franare dando vita ad un fenomeno di dissesto idrogeologico e quindi ad  una catastrofe.

– Il rischio idrogeologico in Italia –

Print Friendly, PDF & Email