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Santa Luciella

Santa Luciella ai Librai: al via il recupero

L’Associazione Culturale “Respiriamo Arte” intende recuperare e valorizzare la Chiesa di Santa Luciella ai Librai, nel centro storico di Napoli, abbandonata da più di 30 anni, inserendolo nel piano di sviluppo turistico-culturale del territorio come luogo di inclusione sociale.

Da pochi giorni è partito il progetto di crowdfunding denominato #savesantaluciella, grazie alla piattaforma “Meridonare”, in partnership con la startup Visit Naples, che mira a raccogliere la somma di €25.000, per mettere in sicurezza la struttura e rendere questo sensazionale percorso aperto alla città ed ai turisti.

La chiesetta è ubicata nell’omonimo vico, nei pressi della Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, alle spalle della Chiesa di San Gregorio Armeno. Fondata poco prima del 1327 da Bartolomeo di Capua, subì un sostanziale rimaneggiamento barocco nel 1724, finché nel 1748 fu presa in custodia dai pipernieri (i lavoratori del piperno, roccia magmatica particolarmente abbondante in Campania). La struttura di culto, infatti, è nota anche come Chiesa dell’Arciconfraternita dell’Immacolata Concezione, San Gioacchino e San Carlo Borromeo dei Pipernieri. Questi, temendo danni alla vista nel loro lavoro sulle dure rocce vulcaniche, la consacrarono a Santa Lucia protettrice degli occhi.

Oltre alle molteplici raffigurazioni di occhi in molti angoli della chiesetta (che richiamano il martirio di S. Lucia), ai marmi e ai pavimenti maiolicati perfettamente conservati, la parte più misteriosa è rappresentata dall’antico ipogeo con acquasantiere e scolatoi, custode dal XVII secolo del suggestivo e unico esemplare di teschio con le orecchie mummificate, simbolo dell’affascinante culto dei morti a Napoli. Si pregava, infatti, al suo cospetto, affinché esaudisse le suppliche dei napoletani, essendo considerato, per la sua particolarità, tramite privilegiato tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Purtroppo, dopo il restauro e il consolidamento, avvenuti negli anni ottanta del XIX secolo, l’edificio è stato chiuso al pubblico.

Rinascere dal degrado: la nuova vita di Santa Luciella ai Librai

Il centro storico di Napoli è pieno di gemme inesplorate ed inaccessibili: ma ecco che, finalmente, molti giovani iniziano a mobilitarsi per ridare vita ai tesori dimenticati e negati. Già nell’ottobre del 2013, da un’idea di un gruppo di giovani laureati partenopei, specializzati in campo artistico e letterario, è nata l’Associazione “Respiriamo Arte”. 

Da qualche giorno, il progetto dell’Associazione, denominato “Chi ha orecchio intenda”, ha avviato la raccolta fondi per la chiesetta storica. Così spiegano i membri dell’associazione: «La Chiesa di Santa Luciella, esempio di barocco napoletano, versa attualmente in condizioni di abbandono e negli anni ha subito numerosi danni e furti; la riapertura del sito consentirebbe, da un lato, di promuovere momenti aggregativi per le persone del quartiere, dall’altro, di incentivare lo sviluppo turistico dell’area. La Chiesa, infatti, si trova in un punto strategico del centro storico di Napoli, a pochi passi da San Gregorio Armeno».

L’obiettivo dell’Associazione è il recupero del patrimonio storico e artistico della città di Napoli, attraverso la tutela e la valorizzazione di luoghi e monumenti che rappresentano preziosi lasciti, troppo spesso abbandonati all’incuria e al degrado. La perseveranza e il dinamismo degli ideatori fanno dell’Associazione un organismo vitale, che si nutre del riappropriarsi e del restituire alla comunità un pezzo importante della propria storia.
Oltre alla promozione di momenti di aggregazione di tipo formativo e artistico, come la realizzazione di spettacoli teatrali, di visite guidate laboratoriali per le scuole, di momenti di ascolto e narrazione per la popolazione, si intende creare un percorso museale in collaborazione con altre associazioni ed enti, finalizzato ad attivare una rete di sviluppo sostenibile del turismo. Gestendo, infatti, già la Chiesa dell’Arte della Seta, sita al centro di via San Biagio dei Librai, Santa Luciella godrà della pubblicità lì svolta e di un biglietto integrato, che permetta di visitare entrambi i siti. Questo tipo di attività potrà incentivare il processo di riqualifica del quartiere e di creazione di un punto vitale, che darà la spinta all’economia della zona specifica e, successivamente, dell’intero centro storico.

Insomma, si tratta di una lodevole iniziativa alla riscoperta di un magnifico luogo, mossa dalla passione e volontà di riscatto: da qui parte la sfida di sensibilizzazione e rinascita dal degrado, al fine di restituire questo piccolo gioiello alla città e trasformare il desiderio di alcuni in opportunità per tutti di vivere e respirare arte

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