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Eroica Fenice

Scegliere la vita o scegliere la morte?

Spesso ci dicono “hai tutta la vita davanti”. E allora speri che i tuoi sogni vengano realizzati, speri che le tue paure vengano vinte, e continui a sperare che tutto quello che vuoi possa un giorno diventare realtà. La vita è un dono e come tale non va sprecato: sembra essere un luogo comune, ma mai come oggi questa frase si dimostra essere corretta!

Ci troviamo ogni giorno di fronte a scelte che sembrano essere scontate. Salutiamo i nostri amici dicendoci “a domani”, guardiamo un tramonto non con grande attenzione perchè si ripeterà e si ripeterà ancora, svolgiamo le nostre faccende con più o meno dedizione, tanto è la vita, ci diciamo.

E poi un giorno la vita stessa ti volta le spalle: velocemente capisci l’importanza di quell’addio non dato, rimpiangi un giorno non vissuto e sei costretto a scegliere per la tua vita.

Britany Maynarduna ventinovenne americana, di una giovinezza tale da mangiare la vita a morsi, è stata chiamata a scegliere e ha deciso di porre fine alla sua vita tramite eutanasia. Perchè come ha detto lei stessa “questo terribile cancro al cervello che mi ha imprigionata,  ma mi avrebbe imprigionata tanto di più” continuando a vivere e non le avrebbe dato l’opportunità di vivere con spensieratezza ed energia come voleva. Ha trascorso i suoi ultimi giorni di vita consumando le ore che la conducevano con lentezza verso quel giorno. Si è recata verso quell’unico posto della terra che sognava da una vita, il Gran Canyon, ha osservato meticolosamente il paesaggio che la circondava, ha respirato profondamente la fresca aria che tirava e ha chiuso gli occhi fotografando quel momento, lo ha custodito come il bene più prezioso e gli ha poi voltato le spalle sussurrando un lieve addio.

Britany ha scelto di porre fine alla sua vita nella notte del 3 novembre 2014, delle sostanze tossiche hanno fatto si che il suo corpo si spegnesse piano.

Il mondo infatti è  composto da individui forti e meno forti. Da quelli che la vita vogliono viverla anche nel dolore fino all’ultimo, senza smettere mai di sperare. Poi ci sono invece quelli che tutta questa forza non ce l’hanno, ci sono quelli che la vita vogliono sempre viverla energicamente e che quando tutto ciò non è più possibile prendono una scelta.

Le persone che si fermano ad apprezzare la vita e che rendono grazie sono quelle più felici”, ci insegna Britany, una donna che della vita ha voluto cogliere l’essenza migliore, una donna che di fronte a quel tramonto si è soffermata e ha voluto farne la sua ultima immagine.

Una morte inaccettabile, non dignitosa” grida invece la Chiesa, incurante di tutto lo sfondo che si nasconde dietro, incurante delle lacrime, incurante del dolore delle persone che accompagnavano  Britany verso un destino che l’avrebbe strappata anche alle loro di vite.

E come biasimare una donna che ha voluto scegliere della sua vita, così come della sua morte? Come non capire una donna che ha voluto lasciare questa terra con ancora un briciolo di felicità? Perchè non possiamo capire quanta forza d’animo abbia comportato dirsi “voglio morire ora” quando il nostro dono è ancora nelle nostre mani, è vivo e lo sentiamo.

Perchè vivendola noi la vita, non possiamo immaginare quanto grande sia.

Eppure, se ci soffermassimo veramente, non criticheremmo il gesto della giovane donna e ci renderemmo soltanto conto che, di fronte al nostro egoismo, lei si è dimostrata essere senza paura, si è dimostrata coraggiosa ed ha voluto urlare, in barba a tutti coloro che del suo gesto ne facevano soltanto codardia, di essere pronta.

Siamo sempre posti di fronte ad un bivio, siamo sempre chiamati a scegliere: questo o quello? Si o no? Ora o poi? Vivere o morire? E chi meglio di noi sa quale sia la risposta giusta. Perchè “morire non è nulla, non vivere è spaventoso”.

impossibile da scegliere