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Eroica Fenice

Alessandro Gallo

Scimmie di Alessandro Gallo al Nuovo Teatro Sanità

Nel mondo della camorra “Ha’ tenè ‘e palle” , non il cuore. Se hai cuore è un “danno”, nella vita sei morto. Un’esitazione, il briciolo di un sentimento e sei divorato dal vortice che il “sistema” ti stringe al collo. Per questo, avviarsi al mondo criminale è cosa che avviene sin da piccoli, già da bambino sai che entrerai in quel buco nero senza possibilità di uscita, senza lieto fine. Per la produzione nel Nuovo Teatro Sanità è andato in scena Scimmie il 9, il 10 e l’11 Gennaio per la regia di Carlo Caracciolo, tratto dal romanzo del napoletano Alessandro Gallo, vincitore della terza edizione del Concorso Letterario Nazionale Giri di Parole indetto da Navarra editore.

Rione Traiano: tre amici (anzi “fratelli”) adolescenti, Gennaro (Carlo Gertrude), Franco (Riccardo Ciccarelli) e Tore (Mariano Coletti), conoscono i meccanismi del Sistema da sempre, e ne fanno parte solo come tre dei tanti altri micro ingranaggi, che al primo mal funzionamento possono essere sostituiti subito, al minimo cigolio. Sono tre piccoli uomini, esaltati dalle mille illusioni del potere di una pistola, eccitati dal sapore di mille sensazioni di una città insanguinata, che nel profondo delle trincee di questa guerra soffre, e si disgrega. Il pizzo, la strada, i bordelli, lo spaccio, la cocaina, sono elementi che fanno parte di una realtà dominata dall’ingiustizia vista come un dato di fatto, dall’omertà vista come normalità; ma piano piano nel solco delle anime dei tre si rivelerà la malinconica necessità di voler smettere con tutto quell’odio. Da una parte Franco vede la salvezza nell’amore per la giovane Filomena (Anna De Stefano), scappare fuori da Napoli e dimenticare; dall’altra un ambizioso e coraggioso giornalista, Gianni (interpretato da Gennaro Maresca, personaggio che è ispirato dalla sete di verità di Giancarlo Siani), si accorge che il gioco in cui si sono invischiati quei ragazzi è molto più grande e più meschino di loro, e tenta di fargli aprire gli occhi.

Alessandro Gallo e il sistema

Le ombre della malavita però incombono sui loro esigui e giovani corpi, chi governa le redini del sistema non ammette errori o battiti di cuore, non accetta l’esistenza di qualcuno che possa ribellarsi alle loro imposizioni; secondo l’evoluzione darwiniana a vincere è il più forte, non importa se la lotta per la sopravvivenza è ardua: e allora finiscono per pagare il rifiuto di non volersi conformare al male, alcuni anche con la vita, mentre la speranza di vivere diversamente e con il sorriso diventa amaramente solo un sogno.

Gli interpreti fanno parte della giovane compagnia di attori  NTS’.  

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