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Eroica Fenice

SheZow

SheZow : autoironico eroe in gonnella

Al grido di “rossetto laser!” e “vai ragazza!”  spunta nel bel mezzo di un tranquillo pomeriggio televisivo un nuovo protagonista dei cartoni animati per bambini. Si tratta di SheZow prodotto in Canada e Australia e sbarcato agli inizi di maggio nei palinsesti della tv italica. Ideato per un target di età che va dai 6 agli 11 anni, in realtà è guardato da una discreta porzione di pubblico della fascia prescolare.

Arriva SheZow, autoironico eroe in gonnella per bambini. Già. Ma ad attirare così tanto i bambini non è tanto il classico schema eroe mascherato-città da salvare, un dualismo perfetto enfatizzato da una serie di elementi topici come il rifugio segreto, l’amico spalla imbranato,  il megacomputer parlante, la super auto  sempre pronta a viaggiare, i nemici da sconfiggere piuttosto improbabili e sui generis. A creare novità e curiosità è la trasformazione stessa del nostro eroe: Guy per combattere si deve trasformare, grazie a un magico anello, in un’eroina dalle fattezze femminili, tutta tacchi a spillo, vocina in falsetto, minigonne e una serie di gadget che farebbero gola al più smaliziato dei proprietari di un salone di bellezza per donne.

Da qui inizia un divertente gioco sul ribaltamento degli schemi tipici dell’essere supereroi. SheZow infatti è una eroina che per diventare forte ha bisogno della messa in piega impeccabile, che rischia grosso se non cura la sua manicure alla perfezione, scatenando il suo perfido alter ego  e che non può assolutamente dimenticare di indossare il suo colore distintivo, ossia il rosa confetto – come direbbe Guy “roba da ragazze!”, pena la perdita dei suoi poteri. Il tutto è sottolineato da una narrazione arguta e vivace, dove le battute a raffica non mancano in puro stile commedia americana, quella per intenderci dei telefilm di una volta, la video trasposizione dei fumetti tanto cari ai nostri genitori. 

E in più SheZow ha un pregio rispetto alle tante eroine ed eroi di carta e animati che l’hanno preceduta: è ironica, e molto anche, e non vive sempre come sull’orlo dell’abisso. Madamigelle costrette a vivere da uomo, cavalieri oscuri in perenne depressione, perché senza famiglia o vittime di amori non corrisposti sono da dimenticare. Se infatti torniamo indietro con la memoria, SheZow non è il primo eroe “travestito” sotto mentite spoglie. Antesignana di lusso è stata Lady Oscar, costretta dal padre a vivere effettivamente una vita dove l’appartenenza al sesso femminile era bandita, nel tempo delle tumultuose vicende legate alla Rivoluzione francese. Trasmesso quasi senza censure a partire dagli anni ’80 si può dire che Lady Oscar è stato un pilastro per tutti i bambini che oggi hanno superato i 40, e tanti bambini di allora di certo ricordano il dramma interiore della protagonista nonché la tendenza a rimarcare l’equivoco sulla sua vera identità sessuale. Verso la metà dei ’90 un altro anime  spopola in Italia: si tratta di Ranma 1/2 , storia di un ragazzo giapponese esperto di arti marziali colpito da una maledizione cinese,  a causa della quale cambia sesso se viene a contatto con acqua fredda. L’atmosfera di questo cartone è decisamente goliardica, i personaggi vivono situazioni abbastanza irreali praticamente nel tentativo di ripristinare l’ordine delle cose ossia far ritornare Ranma ragazzo e basta. 

Divertente è il gioco di equivoci derivato dal cambio di genere: la confusione sull’identità è la molla per cui i personaggi credono di innamorarsi della persona ideale, salvo poi scoprire il contrario spesso grazie a un getto d’acqua. E a dire la verità sono stati proprio gli autori nipponici a inventare uno stile, una narrazione ambigua sì ma gioviale e leggera, stile in cui si innesta il cartone di SheZow, rivitalizzando un modo di essere eroi che sinceramente aveva  un po’ stancato. Se per salvare il mondo c’è bisogno di “mai più brava ragazza!” perché “i tacchi a spillo sono davvero maledetti”,  il gioco tuttavia vale la candela: è il controvalore dell’essere supereroi, il prezzo da pagare, ed è anche alla fine un prezzo che ha un suo perché. la novità insita in SheZow  è proprio questa, il ribaltamento dei ruoli e dei colori, in una nuova dinamica del racconto animato per ragazzini, dove il valore della femminilità assume un’altra identità. Magari scherzandoci su, il sesso debole finalmente avrà una ricollocazione e una rivalutazione oltre modo più adatta all’epoca in cui viviamo.  Certo, se poi il vostro bambino inizia a chiedervi con insistenza un rossetto laser vero…

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