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Eroica Fenice

“Sì” alle unioni civili

Le unioni civili, cioè quelle forme di convivenza, riconosciute dall’ordinamento giuridico tra due persone legate da particolari vincoli di natura economica ed affettiva, le quali non vogliono o non possono contrarre matrimonio in particolare per il caso delle coppie omosessuali (in quanto la legge italiana non ammette matrimonio tra persone del medesimo sesso) otterranno forse un’organica regolamentazione da parte della nostra legislazione nazionale. 

Quella del 26 marzo 2015 potrebbe essere una data che passerà alla storia come momento fondamentale di progresso per la società del bel paese.

Con 14 sì, 8 no ed un astenuto (a favore della proposta il M5S ed il PD, contrari FI, LEGA ed NCD) la commissione giustizia del Senato ha avallato il progetto di legge della relatrice Monica Cirinnà del PD, il quale pone in essere il primo passo verso il pieno riconoscimento delle unioni civili in Italia. Questa proposta di legge, se definitivamente approvata, comporterà finalmente all’interno della nostra Repubblica il riconoscimento di eguali diritti per le coppie di fatto sia etero che omosessuali.

Lo Stato Italiano sulla scia degli orientamenti provenienti dalla giurisprudenza europea sembra aver compreso la necessità di adattare la propria ottica legislativa al mutare del contesto sociale dei giorni nostri. L’unione civile potrà essere sottoscritta di fronte ad un ufficiale di Stato, alla presenza di due testimoni, per essere poi registrata con pieno diritto di efficacia.

L’adempimento di tale formalità attribuirà alle coppie di fatto tutta una serie di vantaggi tra i quali: diritto di assistenza sanitaria e carceraria, unione e separazione dei beni, acquisizione di diritti ereditari, subentro nel contratto d’affitto e reversibilità della pensione. Inoltre, i matrimoni tra persone del medesimo sesso stipulati all’estero, potranno essere riconosciuti come unioni civili, ed in particolare la coppia omosessuale potrà formalmente adottare il figlio biologico di uno dei membri della stessa. Insomma se pur limitatamente a certe condizioni si potrebbe ammettere per la prima volta nell’ordinamento italiano il diritto d’adozione in capo ad una coppia gay.

Il progetto di legge approvato in Senato realizza un’interpretazione “aperta” dell’art 2 della costituzione e permette di attribuire tutela a diritti che troppo spesso sono stati trascurati dalla nostra legislazione. Da questa lettura emerge l’importanza di equiparare le tutele previste per tutte le forme di coppie di fatto, dando così attuazione in tale ambito all’art 3 cost. secondo il quale tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzioni di sesso, convinzioni sociali e personali.

L’iter legislativo è complesso e molte sono le polemiche, soprattutto quelle provenienti dalla CEI (conferenza episcopale italiana) che parla di “forzatura ideologica”, ma sembrano ugualmente sussistere tutti i presupposti affinché possa finalmente prendere forma una nuova normativa in grado di garantire un’equiparazione sostanziale nella disciplina normativa delle coppie etero ed omosessuali.

– “Sì” alle unioni civili –

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