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Eroica Fenice

SomeGirl(s)

SomeGirl(s): ironia e umorismo al Bellini

SomeGirl(s). Verde. Rosso. Blu. Nero. Quattro stanze d’albergo. Quattro donne. Un uomo e il suo passato. 

Guy, giovane insegnante ed aspirante scrittore, alla vigilia del suo matrimonio, decide di fare i conti con il suo passato, di riappacificarsi con se stesso e rimediare agli errori commessi. E lo fa ripercorrendo a ritroso la sua vita, le cui fasi si concretizzano agli occhi degli spettatori nelle donne protagoniste delle sue più significative relazioni. Verdi le pareti in cui ritorna ai tempi del liceo, dove ad accoglierlo è Sam, che sembra non aver mai superato la delusione dell’abbandono, intrisa ancora, nonostante il tempo passato, di quel rancore e quella rabbia che solo una donna che ha sofferto tanto può mantenere ancora così vivi. Con una successione indistinta di colori, il palco si tinge di luci rosse, dove Guy, in compagnia di una eccentrica donna, Tyler, riassapora il ricordo di una passione proibita, fatta di amplessi e trasgressione. Donna, dietro la cui apparenza disinibita e superficiale, si coglie un grande bisogno d’amore e senso di solitudine. Con un atteggiamento buffo, da tragicomico adolescente in balia di domande destinate a rimanere prive di risposte, il nostro “eroe” continua il suo viaggio: pareti blu, Lindsay, una donna matura, raffinata che, perdutamente innamorata di lui, ha messo in discussione la sua ordinaria esistenza, tradendo il marito e rimanendo sola dopo essere stata scoperta. Inseguendo i suoi “non detti”, arriva all’ultima donna, Bobbi, forse l’unica che lui abbia veramente amato. Caschetto nero, occhiali da sole, tacco alto. Look aggressivo cui fa da contraltare una spiccata sensibilità, di cui sono spia le parole con cui descrive gli effetti devastanti degli amori finiti.

Cambiano le città, le stanze, le donne, i colori. Non cambia invece Guy, che sembra lo stesso di sempre, inconsapevole, sconfitto in ognuno di questi confronti da cui, però, si rialza con una maschia superficialità. Emblema del suo atteggiamento egoista e infantile, la telefonata finale in cui professa amore alla sua giovanissima futura moglie, amore cui si fa non poca fatica a credere.

Some Girl(s), pièce di Neil LaBute, diretta da Marcello Cotugno, porta sul palco l‘essenza effimera dei legami, novanta minuti circa di ironia pungente per rappresentare in maniera fresca, e terribilmente realista, la natura del moderno rapporto uomo-donna. Donne che urlano, che piangono, che scappano. Drammi interiori che si dipanano in camere d’albergo. E un uomo che non sa prendersi le sue responsabilità. Sarebbe facile puntare il dito contro Guy, un eterno Peter Pan, incapace di amare, che manipola le donne, le illude, le vuole tutte e non ne vuole nessuna. Eppure lo spettatore sorride, prova simpatia per questo inetto, perfettamente figlio del suo tempo, in cui, forse, ritrova una parte di sè.

Di seguito, il trailer della brillante commedia andata in scena al Piccolo Bellini di Napoli dall’ 11 al 28 dicembre 2014.

 SomeGirl(s): ironia e umorismo al Bellini.-