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Sos asili: i bambini sono al sicuro?

Cominciato Settembre anche gli asili, pubblici o privati, dopo la pausa estiva, hanno ripreso l’attività a pieno ritmo accogliendo le maestre che sono tornate al loro posto e le mamme che, dopo i trascorsi dello scorso anno scolastico, hanno accompagnato i loro bambini nel primo giorno di scuola, con la commozione di sempre e, forse, con un po’ di timore in più.

Sì, perché il nuovo anno comincia sentendo ancora i postumi della vicenda sconvolgente che ha colpito alcuni bambini di un asilo privato di San Giorgio su Legnano, nel milanese, lo scorso 12 Maggio, quando Tamara Taverna, maestra 42enne nonché titolare di quello che è stato definito “l’asilo dell’orrore”, è stata arrestata dai Carabinieri del Nas per maltrattamento di minori. Grazie all’installazione di una telecamera, infatti, si è scoperto che era solita vessare ed umiliare i suoi piccoli alunni (bambini da 1 a 3 anni di età), con minacce, percosse, bestemmie e nastro adesivo per tappare loro le bocche. Dopo la denuncia di una ex dipendente, il via alle indagini che hanno portato, nel giro di pochi mesi, all’arresto dell’abusatrice, ora agli arresti domicilairi.

La vicenda deve necessariamente indurre due riflessioni fondamentali: innanzitutto l’inalienabilità del diritto dei bambini ad essere protetti sempre, comunque ed ovunque; in secondo luogo, il fatto che lo Stato Italiano, nella forma del Ministero dell’Istruzione, debba farsi garante della serietà e affidabilità di tutte le scuole presenti sul territorio nazionale siano esse private, paritarie o pubbliche.

Dopo anni in cui in Italia ci si è preoccupati di preparare professionisti sempre più capaci intellettivamente, sempre più coinvolti ed avvolti nell’aura di uno studio che, per quanti sforzi si possano fare, rimane sempre teorico fintanto che non si entra in una vera aula, con dei veri allievi, da educare davvero, credo sia giunta l’ora di rendersi conto del fatto che maestri, professori, tirocinanti, docenti e semplici collaboratori sono innanzitutto delle persone e, in quanto tali, possono subire variazioni dell’umore tali da essere potenzialmente pericolose.

Quello che può essere fatto è evitare che la potenzialità di un evento si trasformi in amara realtà, attraverso un monitoraggio psicologico pre-assunzione ed in itinere per tutta la durata del percorso lavorativo di chiunque abbia a che fare, anche solo per pochi minuti al giorno, con degli alunni, a maggior ragione se questi sono bambini.

Per insegnare in generale e per stare a contatto con dei bambini in particolare, non basta un curriculum ineccepibile, c’è bisogno di buon senso e affabilità, c’è bisogno di armonia e tranquillità. Ora, siamo sicuri che gli insegnanti italiani siano sempre messi nelle condizioni giuste per percepirla e ricrearla questa tranquillità?

Siamo sicuri di voler dare ascolto a talk show faciloni che guardano solo una faccia della medaglia tralasciando di ricordare che, a volte, gesti così estremi sono segnali di profonda malattia?

Siamo sicuri che prevenire non sia meglio che curare?

– Sos asili –

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