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Eroica Fenice

ospedale di Polla

Dal caffè al libro “sospeso” all’ospedale di Polla

Napoli è una città ricca di tradizioni e costumi popolari, molte sono legate alla religione, altre risalgono a epoche antiche, altre ancora sono tuttora radicate nel folklore e negli usi della popolazione. Una delle usanze più singolari è quella del caffè sospeso, un’abitudine nata durante la Seconda guerra mondiale, ormai poco praticata ma che resta comunque tra le più solidali consuetudini napoletane. Lo scrittore Luciano De Crescenzo dedicò a questa generosa pratica un libro (appunto Il caffè sospeso) nel quale raccoglieva aneddoti, racconti e storie legate alla cultura popolare di Napoli, esponendo alla fine il proprio pensiero in merito alla vita quotidiana in città. L’ex ingegnere definisce quest’usanza così: “Quando un napoletano è felice per qualche ragione, invece di pagare un solo caffè, quello che berrebbe lui, ne paga due, uno per sé e uno per il cliente che viene dopo. È come offrire un caffè al resto del mondo“.

Lo spirito altruistico del “caffè sospeso” sta ritornando in voga e, visto anche il periodo di crisi in cui viviamo, sono sempre di più i bar che stanno rispolverando quest’usanza cercano anche di dare aiuto alle persone più bisognose che non possono nemmeno permettersi un caffè caldo. Anche in altre caffetterie al di fuori di Napoli e dell’Italia  si sta diffondendo quest’abitudine (Bulgaria, Spagna, Francia, Argentina sono tra le nazioni con più locali che aderiscono all’iniziativa), offrendo, oltre al semplice espresso, anche prodotti tipici delle cucine locali. 

Inoltre l’usanza si è estesa anche ad altre attività, ad esempio, sempre a Napoli, è nata la rassegna di poesia “Poesia sospesa al bar”, durata cinque giorni dall’8 marzo dell’anno scorso e ideata dalla poetessa Ketti Marino e da Pino de Stasio, gestore del locale in cui si sono tenuti alcuni incontri.

All’ospedale di Polla il libro è sospeso

Una mirabile iniziativa, che prende spunto da questa tradizione napoletana, è partita dall’ospedale di Polla (in provincia di Salerno). I dirigenti del reparto di pediatria, grazie al contributo della Croce Rossa Italiana e di alcune librerie locali, hanno promosso la lettura di libri tra le sale del presidio, col fine di rendere più piacevoli i periodi di degenza dei piccoli pazienti e per distrarli dalla monotonia della vita nei reparti. L’iniziativa funziona in maniera analoga al sistema del “caffè sospeso”: si comprano, in uno dei negozi aderenti, due libri, uno per sé l’altro per il reparto di pediatria, incentivando così anche la diffusione della lettura tra i più giovani.

L’altruismo del gesto napoletano riesce dunque, oltre che a favorire un senso di solidarietà e coesione tra le persone, anche a permettere la promozione di attività e tematiche che molto spesso vengono purtroppo ignorate.

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