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Eroica Fenice

Storie di ordinaria inciviltà

“A caval donato non si guarda in bocca”, quante volte l’avremo sentito dire davanti all’ennesimo maglione a rombi ricevuto per Natale, ma è anche un modo semplice per esprimere un concetto ben più alto: la sacralità del dono.

Il dono di cui voglio parlarvi è quello fatto l’anno scorso alla città di Napoli da un giovane street artist  francese soprannominato Zilda.

Si tratta di rivisitazioni di famose opere d’arte, realizzate su stencil e applicate in giro per la città. Il tema varia di volta in volta e, per Napoli, Zilda ha scelto il periodo preraffaellita, disseminando “angeli in un Paradiso abitato da diavoli” e inaugurando il progetto Fragiles Fabulae.

Si è detto innamorato della nostra città, delle sue contraddizioni, dei suoi odori ma credo che il Pulcinella d’oltralpe (mentre lavorava si aggirava per la città con una maschera di pulcinella) si sia beccato un due di picche dalla bella Partenope.

“Tentazione di Eva”, realizzato nel cortile della chiesa di S. Chiara è stato imbrattato con vernice grigia, “Annunciazione”, in vico Costantinopoli, completamente coperto da vernice rossa usata per lavori di tinteggiatura, riusciti nemmeno troppo bene, a mio modesto parere.

Altri stencil sono nascosti dai rifiuti o staccati senza nessun apparente motivo.

Forse un motivo c’è… non riusciamo più a cogliere la bellezza donata senza nulla a pretendere o magari i nostri occhi si sono così abituati a voragini e rifiuti da non gradire angeli agli angoli delle strade.

L’artista si dice consapevole del fatto che le sue opere possano rientrare nel mirino di vandali e che questa “esistenza furtiva” sia per lui uno stimolo a crearne di nuove.

Mi riesce un pò difficile credere che un’artista non soffra davanti alla morte di una sua creazione e che si consoli al pensiero che questa resti viva nei ricordi dei passanti per sempre, troppo foscoliana come concezione.

Bisognerebbe insegnare che l’arte non è solo quella dei musei, protetta da vetrate e da quella vocina fastidiosa che ogni tanto irrompe con NO FOTO, NO VIDEO. Napoli è un museo a cielo aperto, per questo facilmente accessibile a chi non ha rispetto e senso civico.

Episodi del genere sono ormai all’ordine del giorno (per farvene un’idea vi suggerisco la pagina facebook/SOS-Patrimonio-Napoli  e pare non si accenni a voler correre ai ripari.

Siamo troppo immersi in clima di regate e finché la barca va…

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