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Tassa sulla religione in Germania: la Kirchensteuer

Tassa

La Kirchensteuer è lo strumento mediante il quale le  confessioni religiose tedesche, si finanziano tramite l’imposizione di una vera e propria “Tassa sul credo”. I cittadini che si professano credenti, per essere considerati effettivamente tali, sono costretti a pagare con regolarità la prestazione economica imposta dalla propria religione, pena l’ esclusione dai “servizi” quali matrimoni, funerali e funzioni varie.

La “tassa sulle religioni” si mostra come ennesima conferma del rigido modus operandi  tedesco, volto alla realizzazione della “massima efficienza” spesso a sacrificio di principi e valori che appaiono ai più irrinunciabili. Prevedere che per l’ accesso alle funzioni ed ai servizi del proprio credo sia necessario pagare una tassa, significa trasformare l’esercizio della religione in una sterile funzione pubblica. Come per l’elettricità o l’acqua corrente, la religione potrà essere goduta solo da chi è intenzionato a pagare per essa.

A cosa serve la Kirchensteuer?

Se non sorprende che lo Stato tedesco abbia potuto prevedere un’imposizione di tale natura, ciò che lascia allibiti è la consapevolezza che le diverse confessioni religiose abbiano appoggiato e condiviso tale scelta, ignorando il fondamentale principio secondo il quale la religione non può essere negata a nessuno, men che meno per ragioni economiche. Particolarmente sconcertante é che tra le varie istituzioni religiose che hanno appoggiato la tassa, vi sia anche quella cattolica. La conferenza episcopale dei vescovi in Germania, con l’ appoggio del Vaticano, ha stabilito espressamente che “se si è iscritti all’anagrafe come cattolici, è necessario pagare la tassa“, ed inoltre “chi non la pagherà sarà escluso dalla comunità e non potrà avere accesso ai sacramenti durante la messa e alle funzioni dei funerali“.

Le Comunità religiose sempre più spesso assumono le vesti di organizzazioni a scopo di lucro, dove l’esercizio dei sacramenti si mostra come un servizio a disposizione solo di chi può permetterselo. Anche in Italia, negli ultimi anni, si è parlato spesso della scandalosa imposizione da parte di alcune autorità ecclesiastiche di veri e propri prezzari per le funzioni religiose. Comportamenti e scelte di questo genere non possono essere accettati, né tantomeno giustificati, se non si vuole degradare e snaturare in modo irreparabile la religione.

Al di là di tutte le possibili considerazioni sulla Tassa tedesca, ciò che rileva è che una comunità religiosa, qualsiasi sia il suo credo di appartenenza, dovrebbe sorreggersi solo sulla libera e spontanea collaborazione dei fedeli, senza imposizioni di alcun genere.

-Tassa sulla religione: la Kirchensteuer – 

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