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Eroica Fenice

Test di medicina o esame dopo il primo anno?

Quando ero una giovane diciottenne in procinto di diplomarsi e, soprattutto, presa dall’ansia di scegliere il percorso di studi giusto, nella convinzione che quella scelta avrebbe determinato l’intera mia esistenza, l’idea di fare medicina mi affascinava non poco. Per colpa, o merito, dell’incompetenza della mia professoressa di chimica e biologia che, invece di spiegare, preferiva leggere scadenti riviste di gossip durante le ore di lezione, nel momento in cui mi si presentò davanti l’immagine di un’estate trascorsa nella preparazione di un test di medicina su materie che per me erano ignote quanto la lingua cinese, lasciai perdere.

Bene. Se avessi diciottanni oggi, o, meglio, l’anno prossimo, probabilmente la negligenza della mia cara professoressa non avrebbe avuto un peso tanto determinante nella mia vita.

Eh già, perché il ministro della pubblica istruzione Stefania Giannini ha proposto di eliminare il test di medicina e imitare il modello francese che consiste in un esame di sbarramento dopo il primo anno di università. Solo chi supererà quest’ultimo potrà proseguire gli studi.

In questi due anni, dopo l’anticipazione avvenuta l’anno scorso, da settembre a luglio, dei testi di medicina e dopo quella ulteriore di quest’anno, da luglio ad aprile, che ha costretto gli studenti dell’ultimo anno, già impegnati in un esame di maturità sempre meno serio, ad intraprendere con largo anticipo l’approfondimento di materie scientifiche, ho assistito ad una vera e propria corsa, da parte degli aspiranti medici ancora adolescenti, al superamento del test.

La scuola non fornisce un’adeguata preparazione al superamento dei test di medicina, pertanto, gli studenti si affidano, oltre che alla buona sorte, ad alternative “private”.

Ho visto diciassettenni, impegnati ancora a superare il quarto anno del liceo, iniziare in concomitanza del secondo quadrimestre, lezioni private di chimica e biologia per sperare, un anno dopo, di poter superare il test. Ho visto ragazzi, sempre del penultimo anno, fare tour de force giornalieri per seguire dei corsi, mai gratuiti, finalizzati al superamento di questa prova preliminare. Ho visto famiglie, benestanti, spendere fior fior di quattrini per aiutare i propri figli a realizzare il proprio sogno. Ho visto famiglie, invece, che non potevano permetterselo e figli che hanno dovuto cambiare strada.

Di certo anche per un esame di sbarramento alla fine del primo anno, probabilmente, le conoscenze acquisite durante l’anno accademico potrebbero non bastare ed essere necessari degli aiuti privati. Ma questa soluzione, almeno in linea teorica, sembra più equa e più giusta, dal momento che permette allo studente di testare la sua preparazione su una base più solida. 

– Test di medicina o esame dopo il primo anno?  –

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