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Eroica Fenice

The imitation game: il filo sottile che separa il mostro dal genio

The imitation game”, la scommessa di Morten Tyldum: 15 milioni di dollari sono stati investiti per finanziare questo colosso americano che vuole portare alla luce una delle pagine più controverse della storia mondiale. Il cast è stellare: un fantastico Benedict Cumberbatch, astro nascente alle prime esperienze con il grande schermo, lascia il segno con un’interpretazione commovente (candidato agli oscar cme “Miglior attore protagonista”) e Keira Knightley, talento consolidato, forse con quest’interpretazione potrà ottenere dall’Academy la premiazione che merita (candidata agli Oscar come “Migliore attrice non protagonista”).

Gran Bretagna, 1941. Alan Touring e un gruppo di ricercatori inglesi cambiano il mondo. Alan utilizza le sue incredibili capacità matematiche per creare una macchina, “Enigma”, in grado di tradurre qualsiasi tipo di informazione segreta proveniente dalle basi militari tedesche. Da quel momento in poi la sua vita cambierà per sempre e per sempre cambieranno le sorti dell’umanità.

Alan Touring è un emblema del genio incompreso. “The imitation game”  è un viaggio che, procedendo su due binari contrapposti, mostra da un lato la genialità di un uomo, dall’altro la mediocrità dell’umanità.
Alan è un genio: per questo è etichettato come diverso secondo la legge radicata nel genere umano che impone di allontanare ciò che non si comprende. Così Touring cresce in un clima di diffidenza generale, dall’adolescenza, al College, fino al colloquio per quel lavoro segreto, quando nessuno appoggerà il suo progetto di costruire una macchina sola, capace di decifrare ogni messaggio criptato.
“La mia macchina ci condurrà alla vittoria.”  Un progetto ambizioso, come ambiziosa è la personalità del suo creatore. Ma nessuna ambizione può portare al successo, senza l’appoggio di qualcuno che la capisca.
Così la genialità di Touring sarà accompagnata da quella di un altro personaggio, determinato e singolare come lui, una donna, Johan Clarke. Le personalità di Johan e Alan si riveleranno complementari e il legame che si instaurerà tra loro, profondo e per certi versi incomprensibile da chi non è “diverso” come loro, condurrà alla vittoria.

La più grande base di informazioni militari a livello mondiale sarà costituita.
Ma la mediocrità dell’uomo non si ferma dinanzi ad una conquista ed ha una fame insaziabile di prestigio. Così quello stesso progetto, che prima tutti respingevano, diventerà riflesso del segreto, della menzogna, del gioco forza dei potenti. Ecco che quel gioco trasformerà Enigma da macchina salvatrice a mostro, chiamato a decidere le sorti di milioni di persone, giudice che ogni giorno stabilisce chi deve vivere e chi morire. Alan Touring resta un genio che paga il prezzo della sua diversità, con la costrizione di sottostare ad un sistema più forte di tutto.

In “The imitation game” si contrappongono due dimensioni del reale: l’immagine di un genio e del suo calvario per realizzare un progetto memorabile, e la dimensione psicologica di un uomo condannato per il suo essere diverso,  forse superiore, sicuramente lontano dai canoni che gli sono imposti 
Il tema dell’accettazione del diverso è tremendamente attuale, respira nel nostro quotidiano, e il film di Tydum vuole mostrare come troppo spesso, la diversità sia sinonimo di “Rivoluzione”, di genio, di svolta e la società in cui siamo inseriti, rappresenti invece quanto l’uomo sia manipolabile.
Genio e follia, verità e finzione,  svolta e arretramento convivono nel mondo in cui viviamo e in ciascuna persona.
E in questa società, quanto possiamo dire noi di poterci esprimere liberamente e quanto invece siamo controllati, manipolati o bloccati? Quante possibilità abbiamo di mostrare le nostre capacità in maniera libera, senza essere giudicati da un sistema pù grande?
Alan Touring pagherà un prezzo molto caro per essersi esposto in quello stesso sistema, eppure fu questo suo coraggio pericoloso a fare la rivoluzione e a salvare vite di chi, a differenza sua, quella diversità non lo aveva.
Allora la diversità può essere forza, e come dirà la stessa Joan, il mondo è stato un mondo migliore perché Alan Touring è stato così come è stato.

“A volte sono le persone che nessuna immagina quelle che fanno cose che nessuno può immaginare.”

-The imitation game : il filo sottile che separa il mostro dal genio-